Sirius, il più grande acceleratore di particelle del Brasile, rivela le prime spettacolari immagini

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Sirius, il più grande acceleratore di particelle del Brasile, funziona e rivela le sue prime immagini. Una grande vittoria per la scienza e la tecnologia che apre le porte al futuro.

I ricercatori del National Center for Research in Energy and Materials (CNPEM) del Brasile, dopo aver “accumulato elettroni”, hanno osservato l’arrivo dei fotoni emessi dal sincrotrone, particolare acceleratore di particelle ciclico così chiamato perché i campi magnetici sono sincronizzati con il fascio di particelle. Gli scienziati annunciano che questa è una pietra miliare per il progetto e una vittoria per la scienza e la tecnologia del Brasile.

Ma non solo del Brasile: le radiografie ottenute con la microtomografia eseguita presso Sirius, , la cui costruzione era stata annunciata per la prima volta nel 2014, sono state generate infatti da una sorgente con magnete permanente da 3,2 Tesla, sviluppata dal team di ingegneri della CNPEM in collaborazione con aziende brasiliane, considerata la prima sorgente di luce al sincrotrone di quarta generazione al mondo ad operare con questo tipo di tecnologia.

sirius acceleratore di particelle prime immagini

Foto: National Center for Research in Energy and Materials

L’esperimento è stato condotto, tra l’altro, ad una potenza decisamente inferiore a quella di regime, meno di 10.000 volte più bassa, ma nonostante questo i fotoni sono arrivati in una delle future stazioni.

Queste prime microtomografie dimostrano la funzionalità di questa grande macchina, progettata e costruita dai brasiliani per portare la nostra scienza a un nuovo livellodichiara infatti Antonio José Roque da Silva, direttore generale di CNPEM e del progetto – Sirius è ancora nelle prime fasi della sua operatività, ma questi primi test che hanno permesso di realizzare immagini a raggi X assicurano un futuro luminoso! Siamo molto entusiasti all’idea di poter fornire al più presto alla comunità scientifica brasiliana un nuovo livello di tecniche sperimentali”.

E tutto a potenza molto più bassa di quella per la quale Sirius è progettato.

Anche in condizioni di test, i raggi X ad alta energia prodotti da Sirius sono impressionanti – fa eco Nathaly Archilha, ricercatrice del progetto. Ci consentiranno di ottenere immagini di qualità superiore e di analizzare campioni più grandi”.

Ora il team di Sirius ha due obiettivi principali: stabilizzare il fascio di elettroni nell’anello di stoccaggio, aumentando la sua carica per produrre la luce di sincrotrone ancora più intensa richiesta per i primi esperimenti scientifici e concludere l’assemblaggio delle prime linee di luce, le stazioni di ricerca in cui gli scienziati condurranno i loro esperimenti a partire dal 2020.

Tali stazioni consentiranno ai ricercatori di studiare la struttura di quasi tutti i materiali organici e inorganici, come proteine, virus, rocce, piante, suolo, leghe, e molti altri, su scala atomica e molecolare con altissima risoluzione e velocità.

Un mondo nuovo potrebbe arrivare presto ai nostri occhi.

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Cover: Universidade federal de Sao Paulo

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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