Violenza sulle donne: le radiografie delle donne vittime in mostra all’ospedale San Carlo di Milano

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Quando a parlare sono i corpi devastati dalla violenza, l’effetto è diverso. E va più nel profondo. Per questo nella mostra allestita presso l’Ospedale San Carlo di Milano, “L’invisibilità non è un super potere“, protagoniste sono le radiografie anonime eseguite dalle donne che hanno subito violenza.

L’idea è della dr.ssa Maria Grazia Vantadori, chirurga del pronto soccorso dell’Ospedale San Carlo, referente del Casd, centro ascolto soccorso donna, e componente della Reama, la Rete per l’empowerment e l’auto mutuo aiuto promossa da Fondazione Pangea.

L’obiettivo? Rompere il silenzio che, troppo spesso, ancora oggi, coinvolge le vittime, tutte diverse ma accomunate da uno schema della violenza che sembra ripetersi in modo molto simile nelle loro storie. Dove a perpetrarla sono quasi sempre compagni, familiari e conoscenti.

radiografie violenza

Slogature, traumi cranici, dita rotte, costole distrutte da pugnali conficcati nella schiena, appartenenti a donne che in alcuni casi ce l’hanno fatta, in altri no.

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Simona Lanzoni, vice presidente di Pangea Onlus e coordinatrice di Reama, ha dichiarato in un’intervista rilasciata all’Huffington Post:

“Queste immagini ci dimostrano una volta di più quanto la violenza sulle donne sia un fenomeno sommerso. L’invisibilità è il grande dramma delle vittime. C’è bisogno di denunciare e c’è anche bisogno di condivisione: le donne devono trovare la forza di raccontare per non rimanere sole, perché fare rete è importante. Molte arrivano al Pronto Soccorso quando è già tardi.”

Ha quindi sottolineato che spesso le donne rimangono avvolte nel silenzio per vergogna, paura, senso di colpa e, in alcuni casi, anche perché dipendenti economicamente dai carnefici.

Violenza sulle donne: la situazione attuale

Purtroppo la situazione è tragica perché fra attacchi verbali, percosse, stalking e violenze sessuali, secondo l’ultimo rapporto diffuso dalla Polizia di Stato Questo non è amore, in Italia ci sono 88 vittime ogni giorno, vale a dire una donna ogni 15 minuti.

E molte di loro non sono nemmeno consapevoli di star subendo violenza, credono sia normale, se poi ci sono figli di mezzo la situazione peggiora. Spesso tacciono per paura di non essere credute, per timore di peggiorare le cose o del giudizio altrui, finendo vittime di un “silenzio assordante” che, come riporta il rapporto della Polizia, “ruba la voce“. Ecco il perché di questa mostra che vuole restituire proprio la voce a chi non ce l’ha.

Ad accompagnare le radiografie ci sono foto ispirate dalle parole delle donne che, nel corso del tempo, sono state accolte dallo sportello antiviolenza online di Reama, e un’installazione della stessa fotografa Marzia Bianchi, intitolata “ Ti vedo attraverso”.

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Photo Credit: Reama/Fondazione Pangea/ASST Santi Paolo e Carlo Milano

 

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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