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Nobel per la Medicina a David Julius e Ardem Patapoutian, per le scoperte sui ricettori del tatto umano

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I due ricercatori hanno condotto degli studi innovativi alla scoperta dei ricettori della temperatura e del tatto nel corpo umano

La Nobel Assembly al Karolinska Institutet ha deciso di premiare con il Nobel per la Medicina i ricercatori David Julius e Ardem Patapoutian per i loro studi sui ricettori tattili presenti nel corpo umano. I due hanno provato ad osservare i meccanismi sottesi all’abilità umana di percepire il freddo, il calore e il tocco – essenziale per interagire con il mondo che ci circonda. 

Il primo ha utilizzato una specifica componente derivata dal peperoncino che provoca una sensazione di bruciore sulla pelle per identificare un ‘sensore’ nelle terminazioni nervose della pelle che risponde al calore, mentre il secondo ha usato le cellule sensibili alla pressione per scoprire una nuova classe di ‘sensori’ – presenti nella pelle ma anche negli organi interni – in grado di rispondere agli stimoli meccanici. Queste scoperte sorprendenti permetteranno l’avvio di ulteriori ricerche per comprendere meglio come funziona la nostra percezione del mondo ed il nostro senso del tatto.

Non sono solo occhi ed orecchie che ci aiutano a renderci conto del mondo attorno a noi e ad analizzarlo. Si pensi, ad esempio, a quando si cammina a piedi nudi sulla piaggia in piena estate: possiamo percepire il calore della sabbia sotto i piedi, la brezza del mare, i raggi del sole sulla pelle…insomma, le impressioni della temperatura, del tocco e del movimento sono essenziali per il nostro adattamento ad un ambiente esterno sempre in mutamento.

Alla fine degli anni ’90, il ricercatore dell’Università della California David Julius ha iniziato ad osservare sistematicamente le capacità percettive della pelle e, in generale, dell’intero organismo umano, e le sue osservazioni lo hanno a creare una ‘biblioteca’ con milioni di frammenti di DNA corrispondenti a geni espressi nei neuroni sensoriali in grado di reagire al dolore, al calore e al tocco – ognuno di questi in grado di rispondere a uno stimolo specifico. Ma non solo: è emerso che i geni reagenti alla sensazione di calore, si attivano con un’intensità diversa a seconda della temperatura proveniente dallo stimolo, lanciando un segnale di allarme quando la temperatura si fa potenzialmente pericolosa – ecco perché non tutte le sfumature di caldo ci danno fastidio e perché non tutti reagiamo allo stesso modo a contatto con una data temperatura.

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Il ricercatore Ardem Patapoutian (nato in Libano ma residente anche lui negli USA) si è interessato invece all’osservazione delle reazioni del nostro corpo agli stimoli del tocco e della pressione, identificando un gruppo di cellule in grado di rilasciare un segnale elettrico ogni volta che venivano picchiettate con una micropipetta. Patapoutian e il suo team hanno scomposto il gruppo di cellule e ne hanno isolato le diverse componenti (ben 72!), per comprendere quale fosse il gene responsabile della sensibilità meccanica – a cui è stato dato il nome di Piezo1 (dalla parola greca per ‘pressione’ píesi).

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Fonte: Nobel Prize

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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