A New York lattine e bottiglie gettate per strada diventano un business per i più poveri e vanno a ruba

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Senzatetto o persone alle prese con delle dipendenze, immigrati o anziani con una misera pensione, persone che hanno perso il lavoro o madri single. È New York, gente, la Grande Mela, quella che “fatta per i molto ricchi o per i molto poveri”, come scrisse Joan Didion in un saggio del 1967. È qui che tra le 4mila e le 8mila persone si sostengono raccogliendo lattine e bottiglie di plastica per strada.

Sono quelli che negli States chiamano “canners” (da can, lattina): per cercare di sbarcare il lunario, sono sempre di più coloro che a New York City girano per i quartieri tra i marciapiedi, nei sotterranei delle case, lungo le linee della metropolitana, per raccogliere lattine e bottigliette usate e buttate via e che valgono 5 centesimi ognuna se restituite (e non è tanto…).

Non è difficile incrociarli per le vie di New York: spingono carrelli straripanti di contenitori vuoti di bevande e alcuni di loro ne raccolgono anche abbastanza per guadagnare 200 dollari al mese, altri anche 2000, dipende dalle ore di lavoro e dalle strategie messe in campo.

Sono circa 11 milioni, per esempio, i pezzi riscattati dalla cooperativa Sure We Can nel 2018, portati nei carrelli della spesa da centinaia di persone. Circondato da edifici industriali trasformati in loft, Sure We Can è un come si dice un redemption center, un avamposto della povertà in uno dei quartieri più alla moda di Brooklyn. Le voci di chi ci lavora sono differenti le une dalle altre: lo spagnolo predomina, ma si può sentire anche l’inglese e il cinese.

Grazie a una legge sui depositi statali emanata nel 1982 nota come Bottle Bill, per molte persone le strade di New York sono quindi dei tesori (il “canning” è possibile grazie a quella legge, pensata all’inizio come incentivo per la raccolta differenziata e il riciclo). Un rapporto della società di consulenza Eunomia, non ancora pubblicato, rivela che ci sono da qualche parte tra 4.000 e 8.000 persone che si guadagnano da vivere raccogliendo lattine e bottiglie a New York City.

Un business quasi di sottobosco che recentemente ha conosciuto un vero e proprio boom, scatenando anche guerre sui prezzi. Una situazione che ora potrebbe ulteriormente esacerbarsi se fosse approvata la norma del governatore Andrew Cuomo, che vuole ampliare il deposito alle bottiglie di vino e liquori.

Eppure, secondo molti, i canners sono fondamentali per il successo del programma di riciclaggio della città e per l’obiettivo fissato dall’attuale amministrazione di arrivare a zero rifiuti entro il 2030.

Le persone che stanno lottando per sopravvivere in questa città possono trovare supporto e vedere il loro lavoro dignitoso”, concludono.

Fonte foto

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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