Il dramma delle donne nordcoreane vendute come schiave del sesso in Cina tra abusi e maltrattamenti

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Lasciano un orrore, ignare che presto finiranno per essere vittime di un altro incubo. Migliaia di donne nordcoreane, giovanissime e spesso minorenni, vengono vendute come schiave sessuali in Cina. Costrette ad annullare la propria dignità per paura di ripercussioni sulle famiglie, queste donne diventano prostitute o cyber prostitute e se provano a ribellarsi vengono abusate, maltrattate e a volte ridotte in fin di vita.

A denunciare questa situazione al limite dell’umanità è la Korea Future Initiative, un’organizzazione no-profit con sede a Londra che in un rapporto choc parla anche di bambine di undici, dodici anni costrette a vendere il loro corpo, tenute segregate con poca acqua e cibo. Un traffico di essere umani che secondo la KFI coinvolgerebbe oltre 200mila donne.

Donne che per il 60% vengono accolte come rifugiate in Cina, ma per il restante 40% sono rapite e portate in un altro paese contro la loro volontà, per poi finire nel circuito del sesso a pagamento.Un mercato che frutta agli aguzzini, a capo di organizzazioni criminali, oltre 100milioni di dollari l’anno.

Quando arrivano in Cina, le donne nordcoreane ad attenderle non trovano benessere e tranquillità. O vengono vendute come prostitute o sono costrette a sposare uomini d’affari cinesi che le trattano come schiave.

Secondo KFI queste ragazze hanno tra i 12 e i 29 anni, ma spesso anche di meno. Sono costrette a prostituirsi per circa 30 yuan, quasi 4 euro e vengono vendute per 1000 yuan (circa 130 euro).

C’è chi finisce nei bordelli nei distretti nord-orientali della Cina chi nel mercato del sesso online.

“Le ragazze – alcune solo hanno 9 anni – e le donne dell’industria del sesso online (cybersex) sono costrette a compiere atti sessuali davanti alle webcam. Si dice che molti clienti sessuali online siano coreani”, spiega la BBC.

Ma anche chi diventa moglie non ha vita facile, anzi. Gli aguzzini sono proprio i mariti che spesso dopo averle violentate, lucrano sul loro corpo costringendole al sesso a pagamento.

Le donne costrette a sposarsi vengono per lo più vendute nelle aree rurali per 1.000 a 50.000 yuan e violentate e violentate dai loro mariti.

“Sono stato venduta [ad un bordello] con altre sei donne nordcoreane. Non ci hanno dato molto cibo e siamo stati trattati male. Dopo otto mesi, la metà di noi era nuovamente in vendita. Il broker mi ha fatto molte cose cattive”, spiega nel rapporto una delle vittime.”Quando sono andata al [nuovo bordello], avevo lividi in tutto il corpo. [Il mediatore] è stato successivamente picchiato e pugnalato da alcuni membri della banda”.

Per la KFI, questa è “un’industria illecita altamente redditizia […] che coinvolge broker, trafficanti di esseri umani, pubblici funzionari e i clienti, che pagano per comprare, stuprare e o aggredire sessualmente donne e ragazze”.

Chi tenta di fuggire o di ribellarsi a esibizioni a luci rosse davanti a una webcam, viene sottoposta a vessazioni. E chi riesce a fuggire e tornare in Corea del Nord non trova pace, di nuovo in un vortice di maltrattamenti senza fine.

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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