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“Il sesso senza consenso è stupro”: in Danimarca la nuova legge è una vittoria storica per le donne

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È stupro, senza se e senza ma: se non c’è consenso, un rapporto sessuale equivale a una violenza fisica bella e buona. In Danimarca entrerà in vigore dal primo gennaio 2021 la nuova legge che giudicherà come stupro ogni rapporto sessuale in cui una delle persone coinvolte non abbia dato il suo consenso. La Danimarca diventa così il dodicesimo Paese in Europa a riconoscere il sesso senza consenso come stupro. E l’Italia a che punto sta?

Sulla scia della norma approvata in Svezia e in pochi altri Paesi europei, la nuova legge appena passata in Parlamento unicamerale danese (il Folketing) ha anche ampliato le circostanze che potrebbero costituire uno stupro. Secondo la vecchia legislazione, infatti, i pubblici ministeri dovevano dimostrare che lo stupratore aveva usato violenza o aggredito qualcuno che non era in grado di resistere: erano considerati stupri, cioè, soltanto i rapporti in cui ci fossero state minacce, violenza o costrizione.

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Questo è un grande giorno per le donne in Danimarca poiché getta leggi obsolete e pericolose sullo stupro nella pattumiera della storia“, dice la ricercatrice sui diritti delle donne di Amnesty International, Anna Błuś.

Proprio con Amnesty era cominciato nel 2008 il percorso per arrivare alla legge. Allora l’associazione aveva documentato come in Danimarca pochissimi stupri venissero condannati e solo 4 denunce di stupro su 10 finissero di fronte a un giudice. Cinque anni dopo fu approvata una legge che considerava come stupro la costrizione di una vittima indifesa, ma che ancora si concentrava sulla violenza e non sul consenso.

Una legge sul consenso conforme ai diritti umani rende la Danimarca un esempio per altri paesi in Europa che hanno a cuore l’accesso alla giustizia per le vittime di stupro e la vera parità di genere“, continua la Błuś.

Ogni anno, 11.400 donne in Danimarca subiscono stupro o tentato stupro, secondo il ministero della Giustizia danese. La ricerca dell’Università della Danimarca meridionale stima che questa cifra potrebbe essere stata di 24mila nel 2017. Tuttavia, nel 2019 solo 1.017 stupri sono stati denunciati alla polizia e solo 79 hanno portato a condanne.

Con questa legge è dunque il consenso che deve essere esplicito, non il dissenso e si adegua così ai principi della Convenzione di Istanbul del 2011 sulla violenza sulle donne, che stabilisce, tra le altre cose, che le nazioni firmatarie debbano considerare illegale qualsiasi forma di atto sessuale che non preveda il consenso dei partecipanti.

La Danimarca è ad oggi solo il dodicesimo stato europeo a riconoscere che il sesso senza consenso è stupro. La Grecia ha modificato la propria definizione di stupro nel 2019 e Spagna e Paesi Bassi hanno da poco comunicato di avere in programma la modifica alle normative nazionali a riguardo.

E in Italia?

L’Italia ha sottoscritto la Convenzione di Istanbul nel settembre del 2012, mentre il Parlamento l’ha ratificata nel 2013. Nonostante ciò la legislazione non è ancora stata modificata secondo le direttive del documento e ad oggi la normativa italiana considera lo stupro un reato solamente nel caso in cui sussistano l’elemento della violenza, della minaccia di uso della forza, dell’inganno o dell’abuso di autorità, della coercizione.

Alla luce di ciò Amnesty International Italia ha lanciato la campagna #iolochiedo per chiedere al Governo italiano di intervenire per revisionare l’articolo 609-bis del codice penale e adottare un modello che valorizzi l’elemento del consenso della persona offesa e non solo la violenza o la minaccia.

Fonte: Amnesty International / The Guardian

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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