“Se sei ubriaca, sei in parte responsabile dello stupro”. Il comune di Ferrara frainteso è nella bufera

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Una leggerezza? Ci vogliamo credere. Eppure per arrivare a scrivere simili frasi qualcuno deve pur averle pensate, elaborate e condivise. Siamo a Ferrara, anno 2020: qui l’amministrazione comunale ha ben deciso di dire stop alla violenza sulle donne. Ottimo intento, ma i modi e le parole con cui lo ha fatto sono stati decisamente fuori luogo.

Uno scivolone di cui si è macchiato il primo cittadino Alan Fabbri e il suo entourage di marketing e comunicazione. La loro campagna social si è racchiusa tutta in un’unica espressione: “Se sei ubriaca, sei in parte responsabile dello stupro”.

Alias: ti ubriachi, ti stuprano. È questo ciò che si capisce nell’immediato.

ferrara post violenza

©Comune di Ferrara

Un’infelice uscita, insomma, non passata inosservata al popolo del web che sotto al manifesto postato nelle pagine Facebook e Instagram dell’amministrazione non si è risparmiato in reazioni di protesta.

Da donna mi sento enormemente offesa e disgustata da questo post” dicono alcune, “vomitevole”, tuonano altre.

La verità è che sì, signori cari, quella è decisamente una non azzeccatissima scelta di contenuti. E viene ancor più rabbia se consideriamo che gli autori si sarebbero giustificati dicendo che ci si riferiva a ciò che, secondo i dati Istat, penserebbe una buona fetta degli italiani.

Beh, allora perché non precisarlo prima?

La replica del Comune e di LegaCoop

Il Comune di Ferrara sarebbe così subito corso ai ripari, eliminando quel post precedente (in alto) e creandone uno ex novo, in cui specifica di aver voluto far riferimento soltanto a un sondaggio Istat:

Il post precedente – scrivono – riportava in virgolettato una frase che, secondo l’ISTAT, come specificato nel testo accompagnato all’immagine, purtroppo pensa il 15% degli italiani:
‘Se sei ubriaca sei in parte responsabile dello stupro’. 
A fronte di questo contenuto tanti di voi hanno provato la reazione più giusta e sana: rabbia.
Per questo lo vogliamo chiarire una volta in più per non lasciare spazio a dubbi:
Il Comune di Ferrara condanna ogni forma di violenza contro le donne”.
Anche Legacoop estense si scusa con chi “si è sentito sentito offeso”.
Mentre netta rimane la presa di distanza dell’assessore alle Pari opportunità della Regione, Barbara Lori, che in un comunicato dice: “Il post è del tutto inaccettabile. Così come non è accettabile che sia il risultato di una campagna sulla diffusione degli obiettivi dell’Agenda 2030, fra cui la parità di genere, sostenuta dalla Regione. Una card del tutto decontestualizzata rispetto al piano editoriale. Verificheremo le responsabilità di quanto accaduto. E di come sia stato possibile diffondere un simile contenuto che non può essere in alcuna maniera associato alla Regione attraverso l’utilizzo del proprio logo”.
Vera è sicuramente una cosa: con le parole non si scherza e scegliere di mandare messaggi così forti (e poco chiari) sui social significa essere approssimativi  e sorvolare in maniera superficiale su una questione più che delicata.
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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