Brexit, addio all’Erasmus nel Regno Unito, scoppia la polemica

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Addio all’Erasmus, questa la decisione del governo britannico pubblicata su twitter dalla Camera dei Comuni, dopo il no della maggioranza al programma europeo di scambio di studenti. Decisione che ha suscitato numerose polemiche, giudicata dallo storico britannico Simon Schamamiserabile, un furto alle giovani e future generazioni“.

Il Parlamento britannico ha votato 344 a 254 contro l’emendamento “New Clause 10”, che voleva imporre al governo di Boris Johnson di continuare l’Erasmus anche dopo il 2020, mantenendolo attivo, quindi, anche dopo l’uscita del paese dall’Ue, non appena sarà in vigore la Brexit.

Luciana Berger, ex deputata laburista, su twitter ha scritto:

“Ho imparato così tanto durante il mio anno di Erasmus, è stata una delle più belle esperienze della mia vita. È devastante sapere che le nuove generazioni non avranno la mia stessa opportunità”.

Altrettanto delusi sono rimasti molti altri, dall’accademico Paul Bernal, che ha definito la decisione “diabolica e miope”, a numerosissimi studenti, politici, utenti, che hanno commentato, tanto per citarne alcuni:

“La morte dell’Erasmus per gli studenti britannici e probabilmente per tutti gli studenti europei che desiderano studiare nel Regno Unito. Che regressione…”

E ancora:

“Ecco, fine del programma Erasmus per studenti britannici. L’accesso all’istruzione in Gran Bretagna è riservato solo ai ricchi. USA 2.0.”

Sergio Battelli, Presidente della Commissione per le Politiche #Ue della #CameradeiDeputati, ha dichiarato, in risposta alla scandalosa votazione, che “solo lo scambio e l’integrazione faranno il cittadino europeo di domani“.

Ma Chris Skidmore, parlamentare conservatore britannico, ha risposto che il voto non implica la fine della partecipazione al programma perché nei prossimi negoziati con l’Ue se ne riparlerà sicuramente dato che l’Erasmus ha tutta la stima del governo.

Ma allora perché hanno votato, in maggioranza, contro? Perché inglobare l’Erasmus significa accettare anche scambi di lavoratori di età non giovanissima, quindi si teme una libertà di movimento di persone non gradita dopo l’uscita dall’Ue, nell’ottica di un cambiamento generale delle regole in materia di immigrazione. Insomma, sempre più chiusi verso lo scambio, inverosimile credere che sia questa la soluzione per un mondo migliore. E a pagarne le conseguenze saranno soprattutto le nuove generazioni.

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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