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Arrestato in Spagna l’ex colonnello Eduardo Ferro, accusato di gravi crimini contro l’umanità e genocidio in Uruguay

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L’ex colonnello Eduardo Ferro è stato arrestato dalla polizia spagnola a Peniscola, cittadina spagnola che si trova circa 70 km a nord di Castellón de la Plana, nella comunità autonoma Valenciana.

L’operazione è frutto della collaborazione tra la polizia uruguaiana e spagnola, in contatto con l’Interpol. Ferro è accusato di aver compiuto gravi crimini contro l’umanità durante il periodo della dittatura civile-militare in Uruguay (1973-1985). Il suo arresto è l’epilogo di un mandato d’arresto internazionale emesso nel 2017 dal giudice penale Dolores Sanchez. Dopo almeno tre anni trascorsi in clandestinità, esule dal proprio paese d’origine, Ferro è ora detenuto in Spagna.

È accusato di aver rapito, torturato e assassinato numerosi attivisti politici tra il 1975 e il 1977, durante la brutale dittatura civile-militare uruguaiana. Una delle sue vittime fu il militante comunista Oscar Tassino, rapito e ucciso nel 1977.

Secondo quanto riferito dalla ONG Missing People Project, Ferro sarebbe implicato anche nell’assassinio del docente universitario Fernando Miranda e si sarebbe reso colpevole della tortura, presso il centro clandestino di detenzione El Atlético, del militante studentesco uruguaiano della Resistencia Obrero Estudiantil (ROE), Andrès Humberto Bellizzi, e dell’amico connazionale Jorge Feliberto Goncalves, entrambi desaparecidos nella capitale argentina dall’aprile 1977.

Inoltre, l’ex militare è accusato della sparizione e dell’omicidio di María Irureta-Goyena, sequestrata a 19 anni mentre era al settimo mese di gravidanza. Nel 1978 avrebbe anche sequestrato e torturato a Porto Alegre due militanti, l’insegnante Lilián Celiberti e il marito Universindo Rodríguez, militanti nel Partido por la Victoria del Pueblo (PVP), fondato a Buenos Aires nel 1975. Un’altra causa legale in cui sarebbe coinvolto l’ex colonnello è legata alla presunta accusa di tortura ai danni del giornalista pubblicista uruguaiano Claudio Invernizzi.

Ferro fu uno dei principali esponenti del Plan Cóndor (“Piano Condor”), operazione appoggiata dalla CIA e dagli Stati Uniti. Per Piano Condor si intende la violenta campagna internazionale di terrore attuata a partire dal 1974 contro i movimenti guerriglieri di sinistra e, più in generale, contro i movimenti di opposizione alle dittature di alcuni paesi dell’America Latina (Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia). Delle 60.000 vittime dell’infausta operazione, la metà vivevano in Argentina sotto la dittatura del generale Juan Domingo Perón.

Dopo l’arresto a Madrid nel settembre 2017, l’anno successivo Ferro aveva violato la libertà condizionale e fatto perdere le sue tracce proprio mentre era prossima l’approvazione della richiesta di estradizione.

Fonti: Policia Nacional, El Observador/NIUS/Desaparecidos.org

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Donatella Vincenti. Laureata in Lingue e Scienze Politiche, nel 2017 ha conseguito un dottorato alla Luiss sulla transizione ecologica nel mondo arabo-islamico. Nel 2015 ha curato la rubrica "Green Islam" per la webradio Radio Bullets.
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