Akashinga: le donne coraggiose che combattono il bracconaggio in Africa

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Donne coraggiose che sfidano gli stereotipi di un mondo dominato dagli uomini e che difendono gli animali in via d’estinzione dai bracconieri. Sono le donne ranger del Phundundu Wildlife Park nello Zimbabwe, un terreno dove oggi vivono 11mila elefanti che hanno bisogno di tutela.

Il continente africano è spesso teatro di bracconieri senza scrupoli che uccidono rinoceronti, elefanti e tanti altri animali o per divertimento o trarne un profitto. Per questo esistono delle vere e proprie squadre anti-bracconaggio e nel tempo si sono formate quelle composte da sole donne.

Avevamo già parlato delle Black Mambas del Sudafrica, a cui si aggiungono quelle del team Akashinga (i coraggiosi) che sono altrettanto brave nella salvaguardia degli animali e secondo l’ International Anti-Poaching Federation, lo sarebbero perché rispetto ai colleghi maschi “sono meno suscettibili alla corruzione, lavorano di più, non si ubriacano, mostrano livelli maggiori di onestà e orgoglio e considerano moltissimo il loro ruolo e l’opportunità che è stata loro data”.

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Le donne ranger sono mamme, figlie che hanno trovato in questo lavoro una seconda possibilità, come Kelly Lyee Chigumbura, che aveva perso la custodia dei propri bambini proprio perché non poteva sostenerli economicamente e che grazie a questa nuova opportunità li ha di nuovo con sé.

“Quando riesco a fermare i bracconieri, mi sento soddisfatta Voglio trascorrere tutta la mia vita, fare questo lavoro, arrestando i bracconieri e proteggendo gli animali”, dice Chigumbura.

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A guidare il team c’è Damien Mander, un ex militare dell’esercito australiano che dopo diverse missioni in Afghanistan ha deciso di trasferirsi in Africa per combattere il fenomeno del bracconaggio che continua a fruttare oltre 200miliardi di dollari l’anno.

Dopo aver fondato l’ International Anti Poachinf Federation ha iniziato ad arruolare la popolazione locale, e mentre all’inizio c’erano solo e soltanto uomini, Mander girando tra i villaggi si è reso conto di quante donne avessero bisogno di un lavoro per ricominciare.

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Così dopo il medesimo addestramento militare, anche le donne sono diventate difensore degli animali.

“Hanno imparato l’etica della conservazione, come si preserva una scena del crimine, come si gestisce una crisi. Hanno studiato come si affrontano creature pericolose, l’utilizzo di armi da fuoco, il primo soccorso, i diritti umani, le tecniche di leadership e di perlustrazione, perquisizione e arresto, e il combattimento a mani nude”, dice Damien.

E grazie a queste nuove reclute, c’è il doppio delle persone a salvaguardare gli animali.

“Penso che le donne abbiano un grande potere e cambieranno la conservazione della natura per sempre”.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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