Alcolici vietati ai minori di 18 anni: il proibizionismola soluzione?

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Approvato l'emendamento che da ora in poi vieta la vendita di alcolici a minorenni. Lo ha stabilito la Commissione Affari Sociali della Camera con un provvedimento mirato a contrastare l'abuso di alcol tra i giovani, un fenomeno che negli ultimi anni è diventato un vero e proprio allarme sociale.

L'emendamento – proposto da Lucio Barani del Pdl e Livia Turco del PD – vieta la vendita e la somministrazione di alcolici a tutti i minorenni e, in caso di trasgressione, per i gestori dei locali è prevista una multa da 250 fino a 1.000 euro, che può anche raddoppiare in caso di recidiva e portare alla chiusura del locale fino a 3 mesi.

Come funzionerà?

In pratica, da oggi in poi, nei bar e nelle discoteche, ma anche nei supermercati, si potrà acquistare alcolici solo se si è maggiorenni: al momento dell'acquisto i venditori dovranno richiedere obbligatoriamente un documento d'identità.

Ma c'è di più: la regola varrà anche per i distributori automatici di bevande alcoliche che saranno presto dotati di sofisticati sistemi di lettura ottica dei documenti, un dettaglio fortemente voluto dall'UDC.

E cosa succede se in un gruppo di adolescenti in giro per locali o distributori automatici ci sono dei maggiorenni? Probabilmente – vista la loro maggiore età - faranno il pieno di alcolici per tutti. Adulti e non.

Ma le novità sul "proibizionismo" varate dal governo non si fermano qui e riguardano anche giochi a scommesse, ormai sempre più diffusi sia tra gli under 18 che tra gli adulti: per i minori di 18 anni resta vietato il gioco d'azzardo e da oggi lo sono anche i giochi elettronici on-line negli esercizi pubblici, come il poker telematico tanto diffuso, mentre negli spot pubblicitari sul gioco sarà obbligatorio indicare le effettive possibilità di vincita.

Inoltre, slot machine e bingo – secondo quanto stabilisce il nuovo emendamento - dovranno essere aperti lontani da scuole e ospedali, anche se nel nuovo testo non ci sono limiti chiari.

Ma qual è la distanza minima? E il reale vantaggio di posizionare le sale da gioco lontano da scuola? I minorenni potranno andare nella sala più vicino a casa!

La storia del proibizionismo ha insegnato (o almeno avrebbe dovuto insegnare) che il divieto non è mai una soluzione efficace e duratura, specie in un Paese come il nostro, dove "fatta la legge, trovato l'inganno!".

Non sarebbe invece più responsabile fare educazione nelle scuole e sensibilizzare grandi e piccoli sui rischi e le conseguenze date dall'abuso di alcolici e del gioco d'azzardo?

Verdiana Amorosi

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