Non lasciateci #SenzaMusica: l’appello dei cantanti per chiedere sostegno ai lavoratori del settore

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Dai Subsonica a Levante, da Ermal Metal a Piero Pelù, passando attraverso migliaia di tecnici, promoter, consulenti, etichette discografiche, agenzie di booking e proprietari di live club: con il lockdown anche il settore della musica, e dello spettacolo in generale, ha subito un terribile arresto. E di aiuti concreti nemmeno l’ombra.

È per questo motivo che in queste ore monta sui social la protesta lanciata da La musica che gira, l’unione dei lavoratori del settore che, con gli hashtag #SenzaMusica e #IoLavoroConLaMusica, chiedono al governo di  “tenere conto delle reali esigenze di un settore che produce cultura, contribuisce all’economia del Paese e conta centinaia di migliaia di lavoratori che hanno diritto alla stessa dignità degli altri”. Di fatto, nonostante il settore culturale produca il 16% del PIL, durante questa emergenza si è visto restituire indietro poco più dell’1% delle risorse stanziate.

Tutti oggi, quindi, lanciano un appello al Parlamento affinché prenda in esame gli emendamenti del settore musica nel decreto Rilancio “finora ignorati” e perché la festa della musica, il 21 giugno, non diventi una festa #SenzaMusica.

Sappiamo essere state depositate alla Camera le proposte di emendamento necessarie a far sì che il dl Rilancio non sia di nuovo una legge discriminatoria, ma una reale occasione di ripartenza alle giuste condizioni perché non possiamo ripartire a tutti i costi. Alla Camera è iniziata la discussione delle istanze di emendamento che saranno discusse e approvate durante i prossimi giorni. La nostra è una richiesta di mobilitazione a tutti i livelli per far sì che la musica sia nella lista delle priorità del Governo. Non lasciateci #senzamusica”.

La musica, fonte inesauribile di cultura, non si ferma soltanto a colui che canta ma riguarda tutti coloro che gravitano intorno a un palco. Sono migliaia di lavoratori senza i quali i concerti non sarebbero possibili, migliaia senza i quali i microfoni sarebbero spenti. Facciamo in modo che la cultura non muoia!

Fonte: ANSA

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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