Il murales di Jorit per Luana D’Orazio all’ex Snia Viscosa di Roma, fabbrica tessile simbolo di sfruttamento e inquinamento

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Jorit dedica un murales a Luana D’Orazio, l’operaia di 22 anni rimasta impigliata nel rullo del macchinario a cui stava lavorando, che l’ha trascinata uccidendola. E lo fa in un posto denso di significato: l’ex fabbrica SNIA Viscosa, già CISA Viscosa, un complesso industriale di Roma che fu simbolo di sfruttamento e inquinamento. 

I muri dell’Ex Snia, quindi, non sono stati scelti a caso. In questa fabbrica tessile, in attività dal 1923 alla metà degli anni ’50, lavoravano oltre 2mila operai, di cui la maggior parte donne.

Proprio qui si trova il lago ex SNIA, che tutti ormai conoscono come “il lago che combatte”, uno specchio d’acqua di Roma, alimentato dalle acque sorgive dell’antico fosso della Marranella. La sua genesi, del tutto accidentale, risale agli anni ’90 del Novecento e si deve a un errore umano avvenuto durante lavori di sbancamento in un cantiere per la costruzione di un parcheggio sotterraneo.

Nel giugno del 2020, grazie a una forte mobilitazione popolare, è stato istituito come monumento naturale, ma questo non ha fermato le ruspe del proprietario, in azione proprio in questi giorni per sradicare la natura che è cresciuta intorno ai ruderi dell’ex fabbrica Snia Viscosa. La comunità, che da anni si batte per la difesa del parco e del lago, chiede di fermare questo massacro.

Leggi: I cittadini si mettono davanti alle ruspe per fermarle e salvare gli alberi al lago ex Snia di Roma

Due vicende, quella di Luana e quella del lago, che grazie a Jorit ora si intrecciano fortemente.

“Luana, operaia tessile, uccisa a 22 anni dal capitalismo. L’ennesima vittima della perversa logica industriale basata sul profitto. Non la dimenticheremo. Anche grazie a Jorit che la consegna alla galleria della “Human Tribe”, opposta alla singolarità e alla fragilità dell’uno. Lo fa al Parco Delle Energie che, con il Csoa eXSnia Viscosa, custodisce la memoria della fabbrica chimico-tessile che fu, delle morti sul lavoro, della sua nocività, delle lotte operaie e antifasciste, dello spirito della nostra comunità in resistenza”, scrivono dallo Csoa exSnia.

 

Purtroppo, proprio mentre realizzava il murales, Jorit è stato aggredito, secondo la testimonianza, da un “tossicodipendente che con una scusa mi ha dato addosso, un omone di 2 metri con cane altrettanto grosso, il cane ovviamente non è colpa sua (poverino) per difendere il padrone mi ha morso il braccio atterrandomi. Tutto questo per rubarmi una collanina a cui tenevo tantissimo”.

A Jorit, quindi, il nostro augurio di rimettersi presto da questo brutto episodi e i nostri ringraziamenti per aver dato questo prezioso contributo a una causa così importante, che ha riunito il tema delle morti bianchi a quello dello sfruttamento degli operai, ma anche dell’ambiente.

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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