Ferrara riparte dalla mostra di Banksy: inaugurazione il 30 maggio e contest per votare la locandina

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Se ne era parlato nei mesi scorsi (anzi, all’inizio la mostra era stata bollata come fake dallo stesso artista), ma ora finalmente è ufficiale: lo street artist anglosassone Banksy arriva a Ferrara dal 30 maggio. Fino al 27 settembre la città estense gli renderà omaggio con la mostra “Un artista chiamato Banksy”, organizzata al Palazzo dei Diamanti dall’Associazione Culturale MetaMorfosi.

A pochi giorni di distanza da “Game Changer”, l’ultima creazione che Banksy ha donato al General Hospital di Southampton, in cui è raffigurato un bambino che ai tradizionali supereroi preferisce una bambola vestita da infermiera, la mostra al Palazzo dei Diamanti doveva essere inaugurata già ad aprile.

Portare l’opera di uno street artist in un museo è sempre una sfida, quella di Metamorfosi è rispecchiare l’anima ‘urban’ di Banksy, stradale e collettiva, rappresentata negli originali, che si trovano sui muri delle città, o presi da qualcuno, o andati dispersiaveva spiegato a Il Resto del Carlino Gianluca Marziani, co-curatore della mostra per Metamorfosi insieme a Stefano Antonelli e ad Acoris Andepa. Questa anima va rispecchiata, sublimata dentro a un museo, ma va sempre valutata come parte di un percorso, dove l’anima è e rimane nei suoi interventi su strada, più o meno legali, più o meno abusivi, ma sempre con un loro ‘perché‘”.

Le opere arrivano da collezioni private, ma nei mesi scrosi Banksy – da sempre contrario alla musealizzazione della sua opera – aveva bollato la mostra con una “fake”, come del resto tutte quelle a lui dedicate in giro per il mondo.

Ma lo stesso Marziani ha assicurato: “Ogni opera in mostra gode del 100% dell’ufficialità e delle autorizzazioni del gruppo di Banksy. Laddove c’era un dubbio, anche minimo, ci siamo fermati e non abbiamo inserito l’opera in mostra”.

Le opere in mostra

Da Dismaland print a Love Is In The Air, da Barcode a Monkey Queen, da Girl with Balloon a Mickey Snake, in esposizione ci saranno oltre 100 opere del writer inglese senza “identità”, tra cui dipinti, serigrafie, numerosi stencil, immagini su carta e copertine di vinili.

Nello specifico, in mostra sono previste circa 130 opere:

Quaranta serigrafie ufficiali, circa il 90% della sua produzione, che poi Banksy ha smesso di fare. E poi reperti, sculture, pitture che lui modifica, copertine di dischi che lui ha fatto come grafico, magliette originali usate come tele, poster originali di mostre su di lui (che ormai costano come fossero sue opere) e reperti scenografici di sue mostre. E poi tanti video e contributi, tanti testi e testimonianze”, spiega Marziani.

Il sondaggio per votare la locandina

Come annunciato dall’assessore alla cultura Marco Gulinelli, tutti potranno partecipare nella scelta della locandina che più piace per “Un artista chiamato Banksy” . Quella che avrà il maggior numero di voti verrà usata useremo per fare le stampe di altri manifesti in giro per la nostra città e non solo.

Fonte:  Il Resto del Carlino 

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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