Nascono i caschi verdi per tutelare i patrimoni Unesco. Costa: ‘Siamo i primi al mondo’

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Geologi, biologi, architetti, fisici tutti al servizio dei posti più belli d’Italia. Si tratta di un gruppo di 22 esperti in varie materie che forniranno supporto nelle aree protette e nei territori italiani riconosciuti in ambito internazionale, con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare i siti Unesco.

Sono i Caschi verdi, una vera e propria task force ambientale che rappresenta la prima esperienza del genere nel mondo.

Frutto di un protocollo di collaborazione sottoscritto con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), i Caschi verdi inizialmente andranno a soddisfare le richieste di supporto di 7 soggetti gestori:

  • 4 Riserve MAB (Man and the Biosphere): Tepilora, Rio Posada e Montalbo; Cilento, Vallo di Diano, Alburni; Sila; Collina Po
  • 2 Patrimoni mondiali : Etna; Sito di Elea Velia; Parco Nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni
  • 1 Geoparco, quello dell’Adamello Brenta

Il supporto riguarderà la definizione di piani di gestione, attività di salvaguardia e valorizzazione, di comunicazione ed educazione ambientale.

E non solo: “Presteremo i nostri caschi verdi anche a tutti quei Paesi, soprattutto quelli più in difficoltà, come quelli dell’Africa Centrale, della fascia subsahariana del Sahel, le piccole isole del Pacifico e alcuni Paesi asiatici, che già ce li hanno chiesti. Noi pagheremo tutte le spese perché l’intento è di salvaguardare la natura, in Italia e nel mondo. Siamo i primi al mondo a farlo”, commenta il ministro Sergio Costa.

Ho fortemente voluto l’inserimento all’interno del Dl Clima, che così entra finalmente nel vivo, della figura dei Caschi verdi per l’Ambienteha concluso Costa – consapevole della necessità dei nostri siti di avere più tutele, e di valorizzare maggiormente il nostro patrimonio naturale”.

Dal Castel del Monte alle Cinque Terre, dalla Val di Noto alle Dolomiti, l’Italia è il Paese con il maggior numero di Patrimoni Unesco. L’etichetta di “patrimonio mondiale” nacque nel 1972, quando l’Onu per l’Educazione, la Scienza e la Cultura adottò la Convenzione per proteggere i siti di “eccezionale valore universale” designati oggi in base a 10 criteri – culturali e naturali – perché possano rientrare nella cosiddetta World Heritage List.

Qui noi abbiamo ben 55 siti patrimonio dell’umanità, veri e propri tesori tra natura e cultura da tenerci stretti e tutelare nel migliore dei modi. I Caschi verdi faranno in modo che questo obiettivo non venga mai perso di vista.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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