Itinerario in Molise: un emozionante ponte tibetano, cascate immerse nella natura e antichi reperti fossili del Paleolitico

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Curiosi di scoprire l'anima più autentica del Molise e la sua natura incontaminata? Vi proponiamo un bellissimo itinerario, perfetto per un fine settimana all'insegna del relax e di un pizzico di adrenalina

Il Molise esiste ed una terra ricca di fascino e di sorprese! È la meta ideale per chi detesta il turismo di massa e nel periodo autunnale i suoi boschi e le riserve naturali diventano un tripudio di colori, che regalano un colpo d’occhio incredibile. Non tutti lo sanno ma questa Regione custodisce ben 15 cascate, una più bella dell’altra, e per gli amanti dell’avventura c’è anche un ponte tibetano, lungo oltre 230 metri.

Se state pensando di trascorre qualche giorno in Molise, vi suggeriamo un itinerario che vi permetterà di scoprire l’anima più autentica del Molise, unendo natura, divertimento, storia e cultura. Pronti?

Prima tappa: museo nazionale del Paleolitico (Isernia)

Il nostro itinerario parte da Isernia, capoluogo del Molise. Qui si trova il Museo nazionale del Paleolitico, tappa irrinunciabile per gli appassionati di storia e paleontologia. Questa struttura, unica nel suo genere, custodisce dei veri tesori del passato ed è concepita come una sorta di laboratorio laboratorio dove si può assistere ai lavori e agli studi.

museo isernia

@MIC

Il museo ospita la mostra permanente dei reperti paleolitici che provengono agli scavi di Isernia La Pineta, nome che deriva dall’area che era abitata circa 736.000 anni fa da ominidi. Il sito paleolitico di Isernia La Pineta rappresenta una delle più significative testimonianze dell’antico popolamento umano del Vecchio Continente.

Nel museo è custodito anche il più antico reperto umano mai scoperto in Italia: il dente di un bambino di circa 5 anni, vissuto ben 600.000 anni fa proprio nel territorio in cui oggi sorge Isernia. Da non perdere la ricostruzione in 3D sorprendentemente realistica del piccolo ominide, realizzata da una paleo-artista francese.

Nella struttura si possono ammirare numerosi reperti rinvenuti sul territorio molisano che coprono un arco temporale che va dal Paleolitico inferiore al Paleolitico superiore, dal Neolitico all’Età del Bronzo e una fedele riproduzione di esemplare di Elephas antiquus (elefante dalle zanne dritte, “cugino del Mammut) e scenografiche ricostruzioni, tra cui una spicca tipica capanna paleolitica e una dell’Età del Bronzo.

Se vi fermate a Isernia vi consigliamo di visitare anche:

  • il Museo Civico della Memoria e della Storia
  • l’arco di San Pietro (costruito intorno alla seconda metà del XIV secolo)
  • l’acquedotto risalente all’epoca romana

Tappa 2: cascate di Carpinone

Dal centro di Isernia ci spostiamo alle magnifiche cascate di Carpinone, che distano circa un quarto d’ora di auto dal museo. Le due cascate si trovano immerse in un bosco lussureggiante.

Il primo salto, più piccolo, è noto come cascata Schioppo e nasce dalla fusione dei fiumi Carpino e Tura; mentre il secondo salto (la cascata più grande) è chiamato Carpino ed è parzialmente artificiale, a causa di una diga di una centrale idroelettrica che si trova in zona.

Le incantevoli cascate di Carpinone sono raggiungibili attraverso dei sentieri abbastanza semplici (adatti anche ai meno esperti) che partono dal centro del borgo molisano. Si parte da Piazza Piazza Mercato o Via Fiume per poi proseguire verso il ponte sul Carpino. Questo luogo non è soltanto una piccola oasi in cui rilassarsi qualche ora; è una meta consigliata anche a chi ama divertirsi a contatto con la natura più selvaggia. Alle cascate di Carpinone è possibile, infatti, cimentarsi in adrenaliniche attività sportive come il river trekking.

Tappa 3: il ponte tibetano di Roccamandolfi

Concludiamo il nostro itinerario alla scoperta del Molise con un’esperienza adatta ai più coraggiosi. Dirigiamoci da Carpinone a Roccamandolfi (in auto il tragitto è di circa 35 minuti), paesino incastonato fra le montagne del Matese. Qui si si trova un affascinante ponte tibetano, sospeso nel vuoto sul canyon scavato dalle acque del torrente Callora.

Il ponte è lungo ben 234 metri e raggiunge un’altezza di 140 metri, ma tranquilli: potete percorrerlo in sicurezza, visto che ci sono delle fasce metalliche e uno scorrimano a cui ci può aggrappare.

Se amate le emozioni forti, non vi resta che provarlo!

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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