Frutti dimenticati: la Pera Volpina, amica della dieta

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L'autunno è particolarmente ricco di quei frutti cosiddetti "dimenticati" e allora ecco che la Natura ci propone, a fianco alla mela cotogna, al corbezzolo e alle giuggiole, la pera volpina. Vale davvero la pena di riscoprirla, soprattutto per le sue proprietà nutrizionali che la rendono ottima a tavola per controllare l'assorbimento di grassi e zuccheri e dunque tenere a bada colesterolo e glicemia ma anche per gustarla in golose ricette.

Oggi voglio parlarvi della Pera Volpina, un frutto che come le giuggiole e il corbezzolo fa parte dei cosiddetti frutti dimenticati che la Natura ci mette a disposizione proprio in questo periodo dell’anno. È il frutto del pero volpino, albero longevo e rustico dalle origini molto antiche che in Romagna, terra di cui questo cultivar è originaria, veniva posto a sostegno delle viti e tutt’ora è possibile trovarlo nei vigneti.

Questo frutto antico, in passato cresceva spontaneamente e ha rappresentato per molto tempo un mezzo di sostentamento delle popolazioni montane ma anche preda ambita dalle volpi, di qui il nome buffo di pera volpina. L’aspetto di questa pera di piccola pezzatura (circa 80 g – 100g) non è particolarmente accattivante: la forma è rotondeggiante, un po’ schiacciata, la buccia di colore verde ma rugginosa. La polpa è bianca, croccante, granulosa e molto dura, tanto che anche quando giunge a maturazione si preferisce mangiarla cotta. Il sapore è deciso, aspro e tannico rispetto alle altre varietà di questo frutto. A livello nutrizionale, è povera di zuccheri e di calorie ma ricca di vitamine e sali minerali, ma soprattutto di fibre. Queste ultime, non solo rallentano lo svuotamento gastrico regalando senso di sazietà per lungo tempo, ma limitano l’assorbimento di grassi e colesterolo e consentono un efficace controllo glicemico, tutte proprietà che rendono la pera volpina un’ottima amica della dieta. Di qui, il connubio pere e cioccolato, più che giustificato!

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Per le sue caratteristiche non si presta molto per il consumo a crudo, in genere infatti, come tutti i frutti dimenticati, sa farsi apprezzare in conserva oppure cotta con del vino rosso e aromatizzata con cannella e chiodi di garofano. Se volete provarla, dovete recarvi nelle sagre locali e nelle manifestazioni tipiche che valorizzano i frutti dimenticati, poiché nelle grandi distribuzioni, essendo frutti di scarsa rilevanza per la grossa fetta del mercato è impossibile trovarla. Una volta acquistata, potete conservarla a temperatura ambiente per tutto il periodo invernale.

Alla prossima!

Stefania

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