Ora è ufficiale! Meditare ogni giorno funziona davvero contro l’ansia: riduce i sintomi al pari di questo popolare farmaco

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Una recente ricerca ha rivelato che la meditazione e la mindfulness possono aiutare le persone che soffrono di ansia e depressione a gestire meglio i sintomi e i loro sentimenti

Se soffri di ansia, i sentimenti negativi possono sopraffarti e interferire con la tua vita quotidiana. Sebbene esistano trattamenti efficaci, alcune persone non vogliono prendere medicine o vedere un terapista, o ancora non rispondono bene a tali trattamenti. Ora, però, ci sono nuove prove a sostegno di un’altra opzione.

Infatti, per la prima volta, gli scienziati hanno confrontato in uno studio  pazienti che hanno seguito un programma intensivo di meditazione consapevole di otto settimane con i pazienti che hanno assunto escitalopram, il nome generico del farmaco per l’ansia ampiamente prescritto e ben studiato Lexapro. Hanno scoperto che entrambi gli interventi hanno funzionato ugualmente bene nel ridurre i sintomi.

Leggi anche: Meditazione: mindfulness meglio dei farmaci per ridurre il dolore cronico, la nuova conferma

Lo studio

Elizabeth Hoge, direttrice del programma di ricerca sui disturbi d’ansia presso il Georgetown University Medical Center, e altri ricercatori volevano scoprire se la consapevolezza potesse funzionare così come i farmaci.

Quindi, hanno coinvolto 276 adulti con diagnosi di disturbi d’ansia non trattati come ansia generalizzata, disturbo di panico o ansia sociale e li hanno divisi in due gruppi randomizzati.

Un gruppo ha ricevuto una dose giornaliera da 10 a 20 mg di Lexapro, una dose iniziale standard. L’altra metà è stata assegnata a lezioni settimanali di mindfulness di due ore e mezza presso una clinica, 45 minuti di compiti di meditazione quotidiana per otto settimane, nonché una lezione di fine settimana di ritiro di un giorno intorno alla quinta o sesta settimana.

Il corso di meditazione si chiamava Mindfulness-Based Stress Reduction, o MBSR, un approccio sviluppato più di 40 anni fa da Jon Kabat-Zinn e basato sui principi della meditazione buddista.

Insegna agli studenti a concentrarsi sul respiro e dirigere l’attenzione su una parte del corpo alla volta per vedere come ci si sente, e li incoraggia a cercare di concentrarsi su ciò che sta accadendo ora, piuttosto che sul passato o sul futuro.

I partecipanti allo studio che hanno assunto i farmaci e quelli che hanno partecipato al programma di meditazione sono stati valutati alla fine di otto settimane, utilizzando la stessa scala clinica ed entrambi i gruppi hanno mostrato una riduzione di circa il 20% della gravità dei loro sintomi.

I dati suggeriscono che entrambi i trattamenti sono utili, e quasi allo stesso modo.

È importante sottolineare che lo studio mostra come la meditazione è efficace come i medicinali, ma rispetto a quest’ultimi ha un numero enormemente inferiore di effetti collaterali.

Gli effetti collaterali di escitalopram includono pensieri suicidi in casi estremi, ma più comunemente diarrea, perdita del desiderio o della capacità sessuale, nausea e costipazione.

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube 

Fonte: JAMA Psychiatry

Ti potrebbe interessare:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook