Riflessologia plantare: ti basta dedicare 15 minuti al giorno ai tuoi piedi per migliorare umore e salute

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La riflessologia plantare è un tipo di massaggio che viene fatto con i pollici sulla pianta dei piedi per riequilibrare tutto il nostro corpo

Tradizioni da superare

La riflessologia plantare è un tipo di massaggio che viene fatto con i pollici sulla pianta dei piedi per riequilibrare tutto il nostro corpo

Una delle parti più importanti del nostro corpo e forse quella più trascurata, soprattutto dagli uomini, sono i piedi. Ma è proprio attraverso il massaggio dei piedi che si possono prevenire e curare molte patologie in tutto il corpo.

Parliamo di riflessologia plantare, un particolare tipo di massaggio che con i pollici delle mani fa pressione in determinati punti della pianta dei piedi con l’obiettivo di riequilibrare l’energia e il benessere nel nostro corpo. Questo è dovuto al fatto che nei piedi sono presenti molte terminazioni nervose che, se stimolate, possono inviare al cervello degli input per farci stare meglio.

Esiste una mappa dei punti riflessi, cioè i punti della pianta del piede collegati ad alcune parti del nostro corpo, su cui si possono esercitare delle pressioni per ottenere benefici effetti. Tra questi: l‘allentamento delle tensioni, la diminuzione dello stress e il riequilibrio dell’organismo soggetto, troppo spesso, a tanti stimoli non troppo utili.

Volendo fare una veloce sintesi della mappa plantare, si può dire che: le dita corrispondono alla testa, il calcagno è collegato al bacino e, in generale, i due piedi corrispondono alle due metà del corpo, comprensive di organi interni.

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Mrs_Bazilio/Shutterstock

La riflessologia plantare era già conosciuta millenni fa. La utilizzavano in Egitto, tanto che nella necropoli di Sakkara è stato ritrovato un affresco raffigurante un massaggio delle mani e dei piedi. Ma anche tra i pellerossa del Nord America ci sono tracce di massaggi plantari.

In Occidente, invece, la medicina tradizionale ha conosciuto le potenzialità di questa disciplina da pochi decenni. Fu l’americano William Fitzgerald a studiare le tecniche di digitopressione cinesi e ideò la teoria “zonale” che, siccome non piacque al mondo accademico, troppo tradizionalista, cadde nel nulla. Ma più successo lo ebbero il dottor Joe Shelby Riley, prima e Eunice D. Ingham, poi, che ripresero il lavoro di Fitzgerald e nel 1938 pubblicarono il libro intitolato “Le storie che i piedi possono raccontare“. E questo fu l’inizio della prima scuola di riflessologia.

Attualmente anche dalla ricerca scientifica arrivano le conferme della sua efficacia per il trattamento di diversi tipi di dolore.

Ovviamente, per godere a pieno dei benefici di questa tecnica bisogna affidarsi alle mani esperte di un operatore di riflessologia plantare, ma in realtà è possibile anche fare da soli.

Secondo gli esperti basterebbero solo 15 minuti al giorno da dedicare alla cura dei piedi per avere dei risultati utilissimi dal punto di vista del benessere psico-fisico.

Per fare un automassaggio bisogna seguire poche regole: seduti con la schiena dritta, appoggiate la caviglia sulla coscia e massaggiare con i pollici. Anche se non siamo in grado di individuare i punti adatti, il semplice massaggio a tutto il piede aiuta a migliorare la circolazione sanguigna e il tono muscolare.

E se poi l’automassaggio vi sembra troppo triste, potrete farlo diventare un’attività di coppia, un preliminare piacevole e salutare. Non credete?

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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