La solitudine dei malati oncologici: 1 su 3 lasciato senza sostegno psicologico

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Il dramma dei malati di cancro: 1 paziente oncologico su 3 non ha un aiuto psicologico, è lasciato alla sua depressione e agli elevati costi delle cure.

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Tumori: in pochi hanno un aiuto psicologico concreto. Sette persone su dieci, infatti, confessano di aver bisogno di un supporto durante o dopo le cure, mentre un terzo non lo ha trovato nemmeno “disponibile”.

Sono i dati che emergono dall’ultimo rapporto All.Can International cancer initiative, in cui quasi 4mila malati di cancro e operatori sanitari provenienti da oltre 10 Paesi di tutto il mondo hanno condiviso le loro esperienze.

Secondo il report di All.Can – un’alleanza sostenuta in 19 Paesi, tra cui il nostro, che elabora strategie a lungo termine per migliorare la vita dei pazienti oncologici – insomma circa sette intervistati su dieci, il 69% del campione, hanno affermato di avere o di aver avuto bisogno di un supporto psicologico durante o dopo le cure, ma oltre un terzo di loro (il 34%) ha dichiarato che questo supporto non era “disponibile” (dato che in Italia è al 25%), e che per altro quando lo è stato non è sempre è stato utile e adeguato.

Inoltre, due intervistati su cinque (41%) hanno affermato di non aver ricevuto alcuna informazione dal loro team di assistenza in merito a gruppi di difesa dei pazienti, enti di beneficenza o altre organizzazioni che avrebbero potuto supportarli.

cancro supporto

L’angoscia mentale è comune tra i malati di cancro e può comportare difficoltà nell’elaborare informazioni, prendere decisioni in merito alle scelte terapeutiche e il timore che il cancro possa ripresentarsiha dichiarato Alex Filicevas, responsabile degli affari europei della coalizione europea dei pazienti oncologici. Tuttavia, questa nuova ricerca evidenzia che gli aspetti psicologici ed emotivi della cura del cancro sono purtroppo spesso dimenticati”.

Il sondaggio ha rilevato che anche quando era disponibile il supporto psicologico, gli intervistati non si sono sempre sentiti pienamente appoggiati. Secondo l’International Psycho-Oncology Society (IPOS), ci sono significative lacune nella fornitura di servizi di psico-oncologia in tutta Europa: il 40-60% dei malati di cancro e dei familiari soffrono di disagi che potrebbero svanire grazie semplicemente a un intervento adeguato, ma solo una minoranza ricevere supporto psicologico e cure.

Come migliorare?

Oltre alla mancanza di supporto psicologico, il rapporto All.Can identifica quattro opportunità chiave per futuri miglioramenti dell’efficienza sulla base di approfondimenti sui pazienti:

  1. Garantire una diagnosi rapida, accurata e adeguatamente fornita
  • Un quarto degli intervistati (26%) ha dichiarato che la diagnosi iniziale era la parte più inefficiente del loro percorso di cura del cancro
  • Quasi un terzo (32%) degli intervistati il ​​cui tumore è stato diagnosticato al di fuori di un programma di screening ha affermato che avevano ricevuto una diagnosi differente

diagnosi cancro

  1. Migliorare la condivisione delle informazioni, il supporto e il processo decisionale
  • Quasi la metà (47%) degli intervistati non si è sentita sufficientemente coinvolta nel decidere quale opzione di trattamento fosse la migliore per loro
  • Il 39% degli intervistati ha dichiarato di non aver mai ricevuto, o solo a volte, un sostegno sufficiente per affrontare eventuali sintomi ed effetti collaterali in corso
  1. Rendere l’assistenza multidisciplinare integrata una realtà per tutti i pazienti
  • Sette intervistati su dieci (69%) hanno affermato di aver bisogno di supporto psicologico durante o dopo la cura del cancro, ma un terzo (34%) ha affermato che non era “disponibile”
  • Un quarto degli intervistati (24%) ha dichiarato di non avere la possibilità di accedere ad altri professionisti, come nutrizionisti o il fisioterapisti
  1. Affrontare i costi del cancro
  • Il 26% degli intervistati ha riportato una perdita di reddito da lavoro a causa della cura e del trattamento del cancro
  • Il 36% degli intervistati ha indicato le spese di viaggio come una forte incidenza finanziaria

Gli autori del rapporto sollecitano i responsabili delle politiche e l’intera comunità oncologica ad agire in base a questi risultati, poiché apportare questi cambiamenti potrebbe fare davvero la differenza nelle esperienze di cura dei pazienti e alleggerire l’impatto finanziario sulle famiglie, sul sistema sanitario e sulla  società nel suo insieme.

Ciò è supportato da prove esistenti: una diagnosi più rapida può migliorare la sopravvivenza del paziente ed è associata a costi di trattamento ridotti per molti tumori. Il processo decisionale condiviso è associato a risultati migliori per il paziente.

Se, a conti fatti, i malati di cancro con depressione hanno un rischio maggiore di mortalità del 39% e hanno spese sanitarie più elevate rispetto ai pazienti che non soffrono di depressione, è estrema la necessità di un adeguato supporto psicologico.

È così importante che, come medici, ascoltiamo ciò che i pazienti ci dicono in questo sondaggio – ha dichiarato Christobel Saunders, membro internazionale di All.Can, chirurgo per il cancro al seno e professore di oncologia chirurgica presso l’Università dell’Australia occidentale. Ciascuna delle aree identificate rappresenta un’opportunità per migliorare la cura del cancro per i pazienti e fornire un’assistenza veramente guidata dal paziente”.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, almeno il 20% di tutte le spese sanitarie venga sprecato in cure e cure inefficienti. Cominciare a comprendere che, anche e soprattutto, il supporto psicologico dovrebbe essere disponibile per tutti i malati di cancro è un importante passo in avanti da fare subito e concretamente.

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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