Il discorso di Vincenzo Mollica su Parkinson, diabete e cecità è un vero inno alla resilienza

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Durante l’ultima puntata di Domenica In, Vincenzo Mollica – che ha ricevuto il Microfono d'Oro, omaggio alla carriera – ha regalato momenti toccanti, in mezzo a tanta autoironia. E ci insegna una cosa: mai smettere di “guardare” all’importanza della vita

Quanta frutta e verdura dobbiamo mangiare ogni giorno?

Giornalista e disegnatore, scrittore, conduttore e autore televisivo e radiofonico, chiunque, in questi anni, ha aspettato il suo sevizio nel bel mezzo del Tg1 delle 20 o il suo collegamento a Sanremo. Quel sorriso per tutti, quell’atteggiamento così perbene, quegli aggettivi infilati uno dopo l’altro, Vincenzo Mollica ha fatto la storia della televisione italiana, ma ad oggi una serie di patologie lo hanno costretto a ritirarsi. Ma mai a mettersi in un angolo.

Ospite di uno spazio dedicato a lui e alla sua carriera nella puntata di Domenica In andata in onda ieri, domenica 3 aprile, il 69enne ha ricevuto omaggi e applausi da amici e colleghi. E non ha mancato di dire la sua con la sua voce squillante di sempre, accanto alla inseparabile moglie.

Sulle note di “Incontro” di uno struggente Guccini (e la sua dedica al telefono), parte la sua storia.

Mollica è divenuto quasi del tutto cieco a causa di alcune patologie a carattere degenerativo che hanno colpito la vista. Ad affliggerlo sono anche il Parkinson e del diabete mellito di tipo 2 di cui è affetto, con i quali deve fare i conti tutti i giorni. Ma il tuo entusiasmo non si è spento e quanto ha da insegnarci Mollica…

Devo sempre tenere a bada il buono, il brutto e il cattivo che mi accompagnano, ossia il Parkinson, il diabete e la cecità, racconta.

Non sono malattie facili da accettare: sono compagni di viaggio fastidiosi, a volte perdo la pazienza, ma tengo sempre in tasca un sorriso, per tirarlo fuori quando serve.

Da quando sono quasi cieco vedo solo dei piccoli dettagli, in un mare di nebbia. E a quei dettagli mi aggrappo per cercare di capire come sono fatte le cose della realtà che non conosco.

Sono convinto che, finché riuscirò a vedere anche solo un’ombra, mi sforzerò di interpretarla.

In fondo, è quello che facciamo tutti. O, almeno, che dovremmo fare. Impiegare tutte le nostre energie per osservare i brandelli di realtà che la vita ci regala e, decifrandoli, allargare il più possibile il nostro sguardo, la consapevolezza che abbiamo delle cose.

Cosa ci insegnano queste semplici parole? Che il punto di svolta, nella nostra vita, e l’elemento che può fare la differenza in ogni situazione è la resilienza, quella capacità di non lasciarsi abbattere dalle difficoltà della vita, di reagire e di rialzarsi più forti di prima. Quella capacità, che a volte dobbiamo “costringerci” a fare nostra, che da sola può bastare a vedere quel bicchiere mezzo pieno.

Possiamo imparare ad adattarci al vento e alle tempeste. Proprio come fanno gli alberi, possiamo essere in grado di sviluppare delle radici forti e dei rami flessibili. Così possiamo mantenerci ancorati a terra ma nello stesso tempo imparare ad adattarci ai cambiamenti. Qui i nostri consigli su come reagire e rialzarsi più forti di prima.

Ah, e il segreto di come Mollica sia sempre andato d’accordo con tutti?

Mi sono sempre tenuto la possibilità di mandarli a fa***o!

Beh, come dargli torto…

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Fonte: RaiPlay

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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