Vitamina D e vitamina K: se hai questi problemi di coagulazione potresti esserne carente

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Le vene varicose aumentano il rischio di formazione di coaguli di sangue. Questa problematica, secondo la ricerca, è strettamente connessa a due importanti carenze vitaminiche

Le vene varicose raramente causano problemi, ma possono prefigurare altre gravi problematiche circolatorie e di salute generale.

Ci sono prove, infatti, che due carenze vitaminiche potrebbero aumentare le possibilità di malattie venose, aumentando i rischi di coagulazione del sangue.

Leggi anche: Vene varicose: 10 rimedi naturali per alleviare i sintomi e migliorare la circolazione

Vitamina K

La vitamina K aiuta a produrre varie proteine ​​necessarie per la coagulazione del sangue e la costruzione delle ossa.

Un deficit può, quindi, comportare una carenza delle proteine ​​appropriate per prevenire un’emorragia.

Questo è il motivo per cui i principali segnali di allarme di una carenza includono il sanguinamento eccessivo e lividi sulla pelle.

Secondo il British Medical Journal:

Bassi livelli di vitamina K2 provocano la calcificazione dell’elastina, causa di doppio mento, emorroidi e vene varicose.

Inoltre, secondo la ricerca la vitamina K può aiutare a ricostruire la parete vascolare e, di conseguenza, a trattare le vene varicose.

In caso di carenza, è importante l’integrazione di questo nutriente che si trova principalmente nelle verdure a foglia verde, come cavoli, spinaci e bietole.

Vitamina D

Secondo la ricerca, la seconda carenza vitaminica causa delle vene varicose è quella relativa alla vitamina D. Questo nutriente aiuta a mantenere le arterie e i vasi sanguigni sufficientemente elastici, per supportare un corretto flusso sanguigno.

Infatti, quando i suoi livelli sono bassi le vene faranno fatica a svolgere correttamente il loro lavoro e potrebbero sorgere problemi, come le vene varicose.

Altri sintomi di una carenza possono includere depressione, lenta guarigione delle ferite, maggiore incidenza di fratture e dolore alle ossa e alle articolazioni.

Inoltre, può portare a deformità ossee, come rachitismo nei bambini, e dolore osseo causato da una condizione chiamata osteomalacia negli adulti.

Bassi livelli di questo nutriente sono stati anche implicati al rischio di trombosi venosa profonda degli arti inferiori, ossia un coagulo di sangue che si forma all’interno della vena stessa.

Infatti, secondo una ricerca pubblicata sull’International Journal of General Medicine, una diminuzione della concentrazione di vitamina D è associata a un aumentato rischio di tromboembolismo venoso.

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Fonte: NIH; NIH

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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