Ecco come è l’abbraccio perfetto (secondo la scienza)

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Potrebbe sembrare uno studio “nerd” e ai limiti dello spoetizzante, ma quello condotto dagli scienziati ci dice come è l’abbraccio perfetto

Potrebbe sembrare uno studio “nerd” e ai limiti dello spoetizzante, ma quello condotto dalla University of London a Goldsmiths ci dice davvero come è l’abbraccio perfetto.

La ricerca è stata condotta in due parti: nella prima, che si è svolta nei locali dell’Università, i ricercatori hanno reclutato 45 studentesse universitarie e le hanno bendate, una alla volta. Una ricercatrice è quindi entrata nella stanza e ha abbracciato ogni volontaria per 1, 5 o 10 secondi, ciascuna volta e in due modi, stile “incrociato” e “collo-vita”.

Nella prima modalità, entrambi mettono un braccio sopra la spalla e l’altro sotto il braccio del proprio partner. Nella seconda, il ricercatore ha messo entrambe le braccia sotto i partecipanti. In totale, ogni partecipante ha ricevuto sei abbracci. A tutti è stato poi chiesto di valutarli secondo la propria emozionalità.

In generale lo stile dell’abbraccio non ha influenzato molto il giudizio, ma i volontari, all’unanimità, hanno valutato gli abbracci che durano meno di 1 secondo come i meno piacevoli. E se 10 secondi ci sembrano un tempo imbarazzante per abbracciare uno sconosciuto, in effetti è proprio così anche scientificamente.

Tanto che, mentre all’inizio i partecipanti riferivano un certo senso di “straniamento”, man mano che entravano in una parvenza di confidenza non ne sembravano più preda.

Ma due fattori non sono stati ancora indagati: cosa accade con un abbraccio di durata superiore a 10 secondi e le sensazioni relative alla pressione dell’abbraccio. I ricercatori ritengono che l’intimità della relazione influenzi anche questo.

Se l’abbraccio è romantico, [la pressione] può essere maggiore che in uno più casuale

riferisce Julian Packheiser, biopsicologo della Ruhr-Università di Bochum non coinvolto nello studio

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abbraccio perfetto

©Acta Psychologica

Nella seconda fase dell’esperimento il tutto è avvenuto nel mondo reale; in particolare, i ricercatori hanno reclutato 100 coppie di studenti osservati socializzare nel campus con abbracci in pubblico, raccogliendo dati su genere, altezza e dettagli sull’emotività della relazione.

Senza chiedere agli studenti come abbracciarsi, i ricercatori hanno scoperto che lo stile incrociato era più comune, rappresentando 66 abbracci su 100. La preferenza questa modalità era particolarmente diffusa nelle coppie di uomini, con l’82% delle 28 coppie osservate che hanno optato per questo stile.

Né la vicinanza emotiva né l’altezza hanno invece avuto effetti significativi sullo stile dell’abbraccio: tuttavia, i ricercatori notano che la maggior parte dei partecipanti era relativamente vicina in altezza e ipotizzano che lo stile “collo-vita” potrebbe essere più comune quando le altezze differiscono in modo più drastico.

Secondo gli studiosi, però, la preferenza maschio-maschio per gli abbracci incrociati è stata particolarmente interessante confermando un lavoro precedente che indicava come le persone si sentissero “alla pari” in questo modo. L’incrocio, inoltre, potrebbe trasmettere vicinanza senza aggiungere un sottotesto romantico, come confermato dalle interviste poi condotte sui volontari.

Ma qual è dunque l’abbraccio perfetto?

Lo studio sostiene che l’abbraccio più sicuro e molto probabilmente più piacevole è quello lungo da 5 a 10 secondi con le braccia incrociate.

Anche se – senza nulla togliere alla scienza – forse è quello dove ognuno di noi sente di essere se stesso. E in certe occasioni forse vorremmo che un abbraccio non finisse mai.

Il lavoro è stato pubblicato su Acta Psychologica.

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Fonti: Science Magazine / Acta Psychologica

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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