Lieviti per il pane: studio tutto italiano individua quelli più amici del tuo intestino

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Secondo una recente ricerca i lieviti del pane sono amici del nostro microbiota poiché aiutano l’assorbimento di minerali come ferro e zinco

Secondo una recente ricerca i lieviti del pane sono amici del nostro microbiota poiché aiutano l’assorbimento di minerali come ferro e zinco

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Foods, ha identificato per la prima volta nuovi ceppi di lieviti che mostrano attività antinfiammatorie. Si tratta di lieviti capaci di produrre alti livelli di acido linoleico coniugato e di acido propionico, composti noti per le loro specifiche proprietà salutistiche, anticarcinogeniche e ipocolesterolemiche.

La ricerca condotta da un gruppo di scienziati dell’area agro-alimentare e medica dell’Università di Pisa fa parte dell’ambito del progetto nazionale Processing for healthy cereal foods, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca con l’Università di Pisa come capofila che ha coordinato il lavoro di scienziati appartenenti a sette università e a un Istituto del CNR.

cellule di lievito al microscopio ottico

@Unipi

“I lieviti utilizzati – spiega la Professoressa Monica Agnolucci dell’Università di Pisa – si sono rivelati degli efficienti produttori di acido propionico, composto che si accumula nel colon come prodotto della fermentazione del microbiota intestinale e dei batteri lattici. Il fatto poi che appartengano alla specie Saccharomyces cerevisiae, il cosiddetto lievito di birra, li rende adattissimi alla panificazione per l’alta capacità lievitante”.

“Per la prima volta è stata dimostrata la capacità di produrre acido linoleico coniugato da parte dei lieviti – aggiunge il Professor Giuseppe Conte dell’Ateneo pisano – Questa è una preziosa proprietà, visti gli effetti positivi che tale composto esercita sul metabolismo cellulare, e le sue attività anticarcinogeniche, antinfiammatorie e ipocolesterolemiche”.

I lieviti selezionati sono anche capaci di resistere in fluidi gastrici e intestinali simulati, mostrando così proprietà probiotiche, che li candidano come starter per ottenere cibi e bevande a base di cereali fermentati con caratteristiche salutistiche, in sostituzione dei vari prodotti fermentati a base di latte, per consumatori vegani o intolleranti al lattosio.

“Due ceppi di lieviti in particolare hanno mostrato sia proprietà probiotiche che alta attività fitasica – conclude la Professoressa Manuela Giovannetti, coordinatrice del progetto nazionale – sono cioè capaci di idrolizzare i fitati, fattori antinutrizionali contenuti nelle farine dei cereali, che legano minerali come ferro e zinco, impedendo il loro assorbimento. Poiché gli esseri umani non sono capaci di produrre l’enzima fitasi, questi ceppi dovrebbero essere studiati approfonditamente, per poterli usare al fine di combattere deficienze di minerali”.

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Fonte: Arpi.Unipi

Ti potrebbe interessare:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook