Mangiare meno carne salverebbe la vita a 75mila persone l’anno. La conferma in un nuovo studio

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Un nuovo studio condotto in Cina svela che ridurre la produzione di carne aiuterebbe ad evitare migliaia di morti premature

Un nuovo studio condotto in Cina svela che ridurre la produzione di carne aiuterebbe ad evitare migliaia di morti premature provocate dall’inquinamento 

75mila: è la cifra inquietante dei decessi prematuri che avvengono ogni anno soltanto in Cina per via dell’inquinamento. Eppure, secondo un nuovo studio tutti questi morti potrebbero essere evitati. Come? La risposta è semplice: riducendo il consumo di carne, visto che la gran parte delle emissioni di gas serra e di ammoniaca provengono dagli allevamenti intensivi. 

A confermarlo è un nuovo studio condotto dai ricercatori di Hong Kong e apparso sulla rivista Food Nature, che mette in guardia sulle conseguenze legate alla produzione di carne che è in crescita, soprattutto in Paesi come la Cina. In questa nazione le emissioni di gas di ammoniaca dal settore agricolo sono aumentate di oltre il 60% a partire dagli anni ’80, ovvero da quando la popolazione cinese ha iniziato a eccedere con il consumo di carne.

La popolazione cinese è aumentata notevolmente negli ultimi 30 anni e anche la quantità di carne consumata da ogni persona è aumentata, da circa 30 grammi al giorno a più di 150 grammi al giorno – spiega il professore dell’Università di Hong Kong Amos Tai Pui-kuen, che ha guidato lo studio – Gli abitanti di Hong Kong ne mangiano ancora di più, circa 200 grammi a persona ogni giorno.

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Il consumo eccessivo di carne nuoce all’ambiente, ma anche alla salute

La crescente domanda di carne in Cina ha visto la produzione aumentare del 433% tra il 1980 e il 2010. La ricerca mostra come tagliare il consumo di carne potrebbe migliorare di molto la qualità dell’aria, soprattutto nei Paesi più inquinati del mondo.
Secondo quanto spiegato dal professor Amos Tai, l’ammoniaca rilasciata nell’aria reagisce con altri inquinanti per formare il particolato fine PM2,5, che riesce ad accumularsi nei polmoni, finendo persino persino nel sangue.

Tutto ciò porta a malattie all’apparato respiratorio, fra cui tumore ai polmoni, ed espone le persone all’insorgenza di problemi cardiaci.

Secondo il team di ricercatori cinesi, soltanto riducendo la produzione di carne e di conseguenza il PM2,5 del 20% nell’aria, 75mila decessi prematuri potrebbero essere evitati. 

Naturalmente, non possiamo annullare il danno che è già stato fatto, ma quello che possiamo fare è passare a una dieta composta principalmente da verdure con porzioni minori di carne” ha commentato Amos Tai Pui-kuen. 

Infine, nello studio si sottolinea l’importanza di lavorare sull’educazione al fine di promuovere una dieta maggiormente amica della salute, oltre che dell’ambiente. E questo discorso non vale solo per la Cina…

Fonte: Nature Food/South China Morning Post

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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