Amarone: storia, caratteristiche e curiosità sul vino rosso più pregiato della Valpolicella

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Scopri di più sulla storia e le caratteristiche di un amatissimo vino veneto, l'Amarone della Valpolicella

Scopri di più sulla storia e le caratteristiche di un amatissimo vino veneto, l’Amarone della Valpolicella

L’Amarone è uno dei vini rossi DOCG più pregiati e sostanziosi, se non forse il primo, che il territorio veneto ha da offrire ai suoi consumatori; Veneto che nel 2020 ha riconfermato ancora il suo primato di portabandiera nell’ambito della produzione enologica del nostro paese, essendo la regione italiana dove si produce più vino e bollicine in assoluto.

Da questa regione e più precisamente dalla zona collinare che si sviluppa nella provincia di Verona fino alle Prealpi Venete- che prende il nome di Valpolicella– nasce questo ricercatissimo vino passito dalla grande struttura e dall’intensità unica, caratteristiche che lo rendono un vino singolare, non certo adatto a tutti. 

Storia dell’Amarone

L’Amarone della Valpolicella costituisce la versione più elaborata e opulenta del Recioto, altro vino veneto che per tipo d’uva e zona di produzione corrisponde perfettamente all’Amarone, ma si differenzia da questo essendo un passito dolce e vellutato.

Come e quando l’Amarone sia nato, rimane tutt’oggi ancora un mistero poiché il famoso passito veronese ha una storia del tutto fuori dal comune. Esso altro non è che una versione più fermentata e più secca e amarognola del Recioto in cui gli zuccheri sono totalmente trasformati in alcool per via di una lunga fermentazione. Risulta per questo difficile stabilirne una datazione di origine.

Il suo nome iniziò a circolare nel 1936 quando, all’interno della Cantina Sociale Valpolicella, il capocantina Adelino Lucchese volle provare del vino proveniente da una botte di Recioto dimenticata  e ritrovata per caso. Al momento dell’assaggio, l’intenditore esclamò sorpreso che il vino di quella botte era sì bevibile, ma era più che amaro, era un amarone. Fu così che da quel momento il vino divenne famoso come Amarone ed iniziò a circolare con questo epiteto.

Seppur nella letteratura antica si trovino spesso riferimenti a “vini amari” prodotti nella regione della Valpolicella, la prima bottiglia di questo vino così ricco di sapori e alcool venne commercializzata nel 1953. Il successo fu immediato tanto che la regione investì subito nella produzione dell’Amarone che nel 1968 ottenne la certificazione DOC e l’approvazione del primo disciplinare. Nel 2010 arrivò anche il tanto atteso riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita. 

Caratteristiche dell’Amarone

L’Amarone della Valpolicella si produce da vitigni di tipo Corvina Veronese da un minimo di 40% ad un massimo di 95% e di Rondinella fino al 30%. Ogni cantina può adoperare anche fino ad un massimo di 25% di vitigni rossi coltivati nella provincia di Verona. La Corvina può inoltre essere sostituita in parte dal Corvinone, ma senza mai superarne il 50%.

Per via della sua gradazione alcolica che si aggira, in media, intorno al 15%, ma può raggiungere anche il 17% in alcuni Amaroni, è un vino che è consigliabile bere nelle stagioni fredde.

Il suo stile è corposo, massiccio, con grande potenziale ossidativo e presenta un colore pieno che varia dal rosso granato al violetto in esemplari più maturi. Gli aromi sono altrettanto forti e spaziano da amarena, prugna e fichi a note più speziate di chiodi di garofano, cardamomo, caffè, cioccolato e tabacco.  

L’Amarone è un signor vino e ha bisogno di abbinamenti con alimenti altrettanto corposi come selvaggina, arrosti, anatra e formaggi a pasta dura stagionati. I pecorino ed anche il parmigiano sono degli ottimi partner. Essendo questo vino così pieno e stabile, l’uso del decanter non è necessario per la sua ossigenazione. 

Curiosità sull’Amarone

Il metodo di produzione dell’Amarone è assai particolare perché le uve che andranno a dare vita a questo vino, una volta raccolte, devono essere appassite per un periodo che dura all’incirca 120 giorni su tavole in prevalenza di legno. Dopo il lungo appassimento i grappoli, che ormai hanno perso l’acqua contenuta all’interno, ma non gli zuccheri, vengono pigiati e sottoposti ad una altrettanto lunga macerazione, essenziale poiché permette di conferire al vino il suo carattere straordinario. Tale macerazione ha una durata di circa 40 giorni ed avviene sempre nei mesi freddi. E’ infatti possibile vinificare l’Amarone a partire da almeno il 1° dicembre.

L’Amarone può presentare, accanto al suo nome, diciture diverse come: 

  • “classico”, la dicitura più antica, se l’Amarone è prodotto nei comuni di Fumane, Negrar, Marano di Valpolicella, Sant’Ambrogio di Valpolicella e San Pietro in Cariano ossia il cuore della classica Valpolicella;
  • “valpatena”, se la sottozona di produzione dell’Amarone è quella prevista dal disciplinare che si estende ossia verso i Monti Lessini nel nord del veronese;
  • “riserva”, se l’Amarone è stato sottoposto ad un periodo di invecchiamento di minimo 4 anni.

L’Amarone è l’ingrediente protagonista di uno dei piatti più famosi della cucina veneta: il risotto all’Amarone. Si tratta di un primo molto saporito sfumato con il passito della Valpolicella che gli conferisce il tipico colore violaceo. La sua preparazione è un tripudio di prodotti locali in quanto anche il riso utilizzato, il Vialone Nano, viene coltivato nel veronese. 

Il risotto all’Amarone è un ottimo compromesso per chi vuole vuole provare questo complesso vino passito in chiave differente, ma teme la sua forte gradazione alcolica per poterne bere un calice.

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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