Nutri-score, un’indagine indipendente svela i lati oscuri dell’etichetta “a semaforo” sui prodotti alimentari

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

L'etichettatura nata in Francia sarebbe "incoerente" e "difettosa" secondo la ONG autrice del report che chiede all'Europa più attenzione prima di adottarla come etichetta alimentare unica in tutti i Paesi dell'UE

Vi abbiamo parlato già in diversi articoli del Nutri-Score, l’etichetta “a semaforo” nata in Francia con l’obiettivo di rendere i consumatori più consapevoli delle loro scelte alimentari. Attraverso questa etichetta, infatti, ogni prodotto alimentare in commercio viene classificato su una scala che va dalla A alla E – dove A (verde) rappresenta un prodotto sano ed E (rosso) un prodotto poco salutare.

Un sistema semplice ed intuitivo che mette anche il consumatore meno esperto nelle condizioni di scegliere consapevolmente cosa portare a tavola e di preferire prodotti con pochi grassi e zuccheri a prodotti ultra-lavorati e dagli ingredienti poco salutari.

Un sistema che però sarebbe “incoerente” e “difettoso” – almeno stando ai risultati dell’indagine indipendente condotta dall’organizzazione SAFE, che ha comparato i giudizi di Nutri-Score con quelli di altri sistemi di etichettatura: ciò che è emerso è un giudizio troppo favorevole nei confronti di cibi ultra-processati e ricchi di zuccheri. I termini di paragone dell’indagine sono stati i sistemi di etichettatura NOVA e SIGA.

Il primo ordina gli alimenti in base all’intensità dei processi di trasformazione a cui sono stati sottoposti, in una scala articolata in quattro livelli che va dai cibi naturali e non trasformati ai cibi ultra-processati (a quest’ultima categoria appartengono soprattutto cibo spazzatura e alimenti con profili nutrizionali squilibrati). Il sistema SIGA, invece, attribuisce un punteggio al livello di lavorazione degli alimenti in commercio.

Il confronto con questi altri due sistemi di etichettatura ha rivelato le falle delle etichette Nutri-Score, che sono apparse molto più favorevoli e accomodanti nei confronti di cibi tutt’altro che salutari, che contengono grandi quantità di zuccheri o che hanno subito una lunga serie di trasformazioni industriali.

Ma da cosa ha origine questa discrepanza dei risultati? Secondo gli autori del report, le aziende produttrici di alimenti adattano tecniche e processi di trasformazione degli alimenti conoscendo le regole di Nutri-Score (e le loro pecche), in modo da ottenere sempre un punteggio alto e ingannare così i consumatori che si fidano dell’etichetta “a semaforo”. Ma non è solo questo ad alterare i risultati dell’etichettatura.

Gli esperti di SAFE spiegano che il punteggio Nutri-Score di un prodotto può essere calcolato dopo la sua preparazione (come preparato), in base ai metodi di preparazione forniti dai produttori, o prima della sua preparazione (come venduto) – senza che questa differenza sia esplicitata in etichetta. Attribuire un punteggio al preparato nudo e crudo permette di raggiungere un Nutri-Score più alto.

Facciamo un esempio: il Nutri-Score di prodotti surgelati per cui si prevede una consumazione previa frittura in olio o altro grasso – come ad esempio patatine precotte, carne o pesce impanati – viene calcolato prima della preparazione e ciò dà come punteggi A o B. Tuttavia, se si considerasse anche il tipo di cottura a cui il prodotto sarà sottoposto e la quantità di grasso utilizzata, il punteggio finale scenderebbe di uno o due livelli.

Un’altra pecca dell’etichetta Nutri-Score riguarda la considerazione di alcune sostanze benefiche per la salute, che il sistema non prende in considerazione – come grassi insaturi, vitamine, minerali, acidi grassi omega-3: i benefici per la nostra salute di queste sostanze sono ben noti nella comunità scientifica, eppure il sistema non dà loro il giusto peso.

Come non contempla i benefici derivanti dall’assunzione di sostanze positive per l’organismo, così Nutri-Score “dimentica” di valutare negativamente sostanze dannose per la nostra salute – come additivi chimici, coloranti nocivi e interferenti endocrini.

Lo studio di SAFE arriva proprio mentre l’Unione Europea sta decidendo sull’adozione, in tutti i Paesi membri, di un’etichettatura unica per i prodotti alimentari – con l’etichetta Nutri-Score che appare al momento favorita, come vi abbiamo spiegato in questo articolo.

Non perderti tutte le altre nostre notizie, seguici su Google News e Telegram

Fonte: SAFE Food Avocacy

Ti consigliamo anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook