Inositolo, Myo Inositolo, D Chiro-inositolo: ecco le differenze

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Inositolo Myo Inositolo D Chiro-inositolo: strutturalmente simili al glucosio, coinvolti in numerosi processi biologici, presenti sul nostro pianeta da sempre

Introduzione

La storia degli inositoli è molto interessante. L’inositolo è una molecola strutturalmente simile al glucosio (anche se chimicamente non è zucchero), coinvolta in numerosi processi biologici e presente sul nostro pianeta da sempre. 

Può essere assunto con la dieta e sintetizzato dall’organismo. Questo importante nutriente, infatti, si trova in molti alimenti, ma si può anche introdurre con l’apporto quotidiano di integratori che ne integrano le concentrazioni nel corpo.

In passato è stato chiamato vitamina B7, oggi questa definizione è considerata da molti autori impropria perché, mentre le vitamine per definizione devono essere assunte con la dieta in quanto non sintetizzabili dall’organismo umano (nutrienti essenziali), è stato dimostrato recentemente che l’inositolo sembra possa essere prodotto autonomamente dal corpo umano a partire dal glucosio (zucchero); per queste ragioni si preferisce oggi parlare di pseudo-vitamina.

A cosa servono gli inositoli e dove si trovano

La ricerca scientifica si è resa presto conto che questi nutrienti sono presenti e dunque importanti in molte funzioni biologiche. Per questo motivo, gli studi si sono concentrati soprattutto sul ruolo degli inositoli:

  1. Nella regolazione del metabolismo degli zuccheri;
  2. Nel supporto dell’integrità delle membrane cellulari;
  3. Nelle vie di segnalazione di diversi ormoni come l’insulina;
  4. Nei processi di protezione contro lo stress ossidativo.

Alcune scoperte recenti ne hanno decretato il beneficio degli inositoli come supplemento in ambiti quali la sindrome dell’ovaio policistico, l’infertilità, il metabolismo, l’insulino-resistenza e il diabete (gestazionale e mellito di tipo 2).

Dove si trova l’inositolo

Tanti sono i cibi che contengono l’inositolo. Questo nutriente si trova nella frutta, nel lievito di birra, nei cereali integrali, nel tuorlo e nelle carni, in particolare il fegato, ma ne sono ricchi anche la crusca, il germe di grano, le noci, le arance e le banane

In quali alimenti si trovano il Myo-Inositolo e il D-Chiro Inositolo?

Entrambi gli inositoli sono sintetizzati dal nostro organismo partendo dalle molecole di glucosio. Tuttavia, si possono trovare in natura in cereali, noci, legumi e frutta. In particolare, il D-Chiro-Inositolo, quello con la più rilevante attività biologica, si trova nel grano saraceno e nella carruba dalla quale oggi si estrae.

Non solo, il dchiroinositolo è presente in molte verdure come carote, asparagi, fagiolini, piselli e pomodori. L’inositolo si trova anche nei cereali, in forma abbondante nell’avena e nel granturco. Nei frutti è possibile trovarlo nelle ciliegie, mere e pere.

Le differenze fra Inositolo, Myo Inositolo e D-Chiro Inositolo

Non esiste solo un unico inositolo. Si tratta di una classe di nove stereoisomeri composti, che hanno una formula molecolare simile, ma proprietà fisiche e chimiche diverse. Fra loro i più noti e gli unici ad avere attività biologica sono il myo Inositolo (myo) e il D-Chiro Inositolo (dchiro) che rappresenta la formula biologicamente attiva del Myo. Il processo di sintesi del dchiroinositolo, anche noto come DCI, avviene attraverso la conversione da parte dell’enzima epimerasi del Myo-Inositolo in Dchiro. 

Spesso le loro funzioni vengono confuse, ma sono in realtà differenti.

Un po’ di storia

Scoperto da Johann Joseph Scherer nel 1850, l’inositolo è stato isolato per la prima volta partendo da un muscoloinosin greco, da qui l’origine del nome. In tempi più recenti, grazie agli studi del professor Larner, nel 1993 è stato dimostrato il ruolo della molecola nel metabolismo dello zucchero rivoluzionando le sue applicazioni in ambito scientifico. 

Fu lo stesso Larner a dimostrare anche che somministrare ai pazienti il D Chiro-Inositolo riduceva la resistenza all’insulina e l’elevata presenza dell’insulina nel sangue, confermando l’ipotesi che la molecola potesse agire come “secondo messaggero” del segnale dell’insulina. Questi risultati hanno inoltre stabilito uno dei campi medici in cui si possono applicare gli inositoli: la diabetologia e in particolare il diabete mellito di tipo 2

Cosa succede se manca il D-Chiro Inositolo?

Una mancata produzione di DCI può essere riconducibile all’insulino-resistenza ovvero una condizione che porta le nostre cellule a non riconoscere l’insulina per via di una risposta non conforme del nostro organismo al segnale inviato dal recettore dell’insulina. Questa condizione è collegata ad altre sindromi come la sindrome metabolica, il diabete, il diabete gestazionale e la sindrome dell’ovaio policistico.

Quando e come integrare il D-Chiro

Il nostro organismo produce Myo Inositolo convertito poi in D Chiro. Molti studi hanno dimostrato che in caso di insulino resistenza, si assiste ad una mancata produzione di D-Chiro-Inositolo. In questo caso, infatti, la conversione da myo a dchiro avviene in misura ridotta.
L’insulino-resistenza può anche essere legata a:

  • sindrome dell’ovaio policistico,
  • infertilità,
  • diabete mellito di tipo 2,
  • obesità

Grazie agli inositoli le suddette condizioni possono essere ri-equilibrate favorendo il miglioramento del quadro metabolico ed endocrino, con benefici su:

  • sensibilità all’insulina,
  • iper-androgenismo,
  • cicli anovulatori
  • irregolarità mestruale
  • infertilità
  • irsutismo e acne

Il Myo-Inositolo e il D-Chiro Inositolo in caso di sindrome dell’ovaio policistico

La sindrome dell’ovaio policistico, spesso indicato con l’acronimo PCOS – Poly-Cystic-Ovary Syndrome o sindrome di Stein-Levanthal si manifesta con un ingrossamento delle ovaie e la presenza di cisti nei follicoli dal diametro che va dai 2 ai 6 mm e altre alterazioni di carattere endocrinologico e metabolico. La disfunzione ormonale è la principale causa della sindrome da ovaio policistico che colpisce il 5 e il 10 per cento delle donne in età riproduttiva. Praticamente il corpo delle donne inizia a produrre maggiori ormoni maschili e può portare a:

  • un eccesso di peluria su viso e corpo;
  • disturbi nel ciclo mestruale con amenorrea, cicli anovulatori, o flussi abbondanti;
  • alopecia androgenetica e acne;
  • variazione nel peso corporeo, affaticamento e difficoltà nel prendere sonno. 

Inoltre, questa sindrome è fra le principali cause dell’infertilità anovulatoria femminile. 

Come si integrano gli inositoli in caso di sindrome dell’ovaio policistico? 

Evidenze scientifiche ci mostrano che le donne con PCOS possono presentare allo stesso tempo insulino-resistenza con iperinsulinemia compensatoria. L’elevata presenza di insulina nel sangue porta a una maggiore produzione di androgeni a livello ovarico e surrenale. Gli androgeni sbilanciano gli ormoni che si occupano di regolare il ciclo mestruale e ovulatorio.

Nel 1999 il professor Nestler ha dimostrato che somministrare dchiroinositolo riduce l’insulino resistenza e l’iper-insulinemia diventando l’alleato numero uno nella lotta alla sindrome dell’ovaio policistico. Il prof. Nestler ha inoltre dimostrato per primo l’efficacia di questo trattamento, in un gruppo di 22 donne obese con PCOS alle quali fu somministrato il D-Chiro-inositolo:

  • 10 donne su 22 hanno ovulato dopo 4 settimane di cura;
  • altre 9 dopo 8 settimane

Nel gruppo di controllo, ossia nelle donne a cui non è stato dato il dchiro-inositolo bensì il placebo, solamente 6 su 22 hanno ovulato, confermando l’ipotesi di Nestler.

Altri studi sono stati effettuati su donne normopeso con la sindrome da ovaio policisticoche hanno confermato quanto già riscontrato nello studio precedente. Dopo i risultati del prof. Neslter il dchiroinositolo è stato sempre più utilizzato per coadiuvare la gestione di condizioni di alterato metabolismo

Altri impieghi di myoinositolo e dchiroinositolo

Il D-Chiro Inositolo è coinvolto nella stimolazione degli enzimi fondamentali per regolamentare il metabolismo del glucosio e diventa valido per ripristinare eventuali squilibri che possono essere legati alla sindrome dell’ovaio policistico. 

Sia il DCI che il MYO si trovano già nei tessuti corporei, in forma libera o coniugata, sono gli inositol-fosfoglicani, si trovano a livello della membrana cellulare e favoriscono in questo modo la sua integrità. Sono anche al centro della struttura dei secondi messaggeri, al centro del signaling intracellulare, e direttamente legati all’insulina.

Nel dettaglio il dchiroinositolo e il Myo-ionisitolo amplificano il segnale insulinico nel sistema molecolare intracellulare e il DCI è anche coinvolto nella stimolazione di enzimi fondamentali per regolamentare il metabolismo degli zuccheri.

Questo rende il dchiro-inositolo un aiuto strategico nei casi di sovrappeso e obesità caratterizzati da elevati livelli di insulina nel sangue. Qualsiasi siano gli altri fattori alla base dell’eccesso ponderale ,è stato provato che i pazienti obesi presentano sempre elevati livelli di insulina nel sangue: questo è collegato all’insulino-resistenza. Le loro cellule non riescono più a elaborare il glucosio e secernono ancora di più insulina per abbassare i livelli di zucchero. Livelli di glucosio elevati per lungo tempo possono portare a iperglicemia, sindrome metabolica e diabete mellito di tipo 2

Il D-Chiro-Inositolo può aiutare anche queste persone ed è un ottimo integratore nelle diete per riequilibrare i valori di insulina e glicemia. 

Regolare il quadro metabolico ed endocrino negli individui riveste un ruolo centrale anche nella fertilità maschile  infatti squilibri metabolico-ormonali e obesità possono portare a una condizione di infertilità.

Myo-Inosistolo e D-Chiro Inositolo e il rapporto 40:1 perché è un bluff

Uno studio del 2012, Does Ovary need D-Chiro Inositol? ha messo in dubbio l’uso del dchiroinositolo nelle donne con sindrome da ovaio policistico. Si basa sui risultati di un’altra pubblicazione nel 2011 che presenta l’ipotesi del paradosso del D-Chiro-Inositolo nell’ovaio: se esistono condizioni di insulino-resistenza e conseguente iperinsulinemia, l’ovaio non risente, come il resto dell’organismo, dell’eccessiva presenza di insulina. 

Quest’eccesso di insulina porterebbe a una conversione di Myo-Inositolo in DCI senza alterazione dell’epimerasi: in sintesi il normale processo verrebbe esaltato dall’abbondanza di dchiroinositolo rispetto al myoinositolo con la conseguenza che le pazienti riportano una ridotta qualità ovarica. 

I risultati di questi studi sono infondati e a dimostrarlo c’è anche riscontro giuridico: il tribunale di Catania nel luglio del 2018 ha stabilito che lo studio Does Ovary need D-Chiro Inositol? è inattendibile che deve essere applicato un avviso sulla pubblicazione online per avvertire i lettori. 
Uno dei due autori, inoltre, ha disconosciuto la sua firma sullo studio e ha confermato la validità del d-chiro-inositolonelle donne con la sindrome dell’ovario policistico. 

Alla sentenza di Catania si è aggiunta la pubblicazione, nel 2019, della Società Italiana di Farmacologia e della Società Italiana di Ginecologia e Ostetrica che hanno stabilito la mancanza di dati conclusivi sul rapporto “40:1”. Per le due società non ci sono dati che dimostrino l’effettivo vantaggio di un integratore con combinazione di myo-inositolo / dchiro-inositolo nel rapporto di 40:1, rispetto ad integratori contenenti un solo isomero. 

Perché il rapporto 40:1 è errato

Consigliare a donne con la sindrome dell’ovaio policistico un integratore che contiene i due inositoli più noti nel rapporto 40:1 è sbagliato dal punto di vista scientifico e farmacologico per tre ragioni:

  • in letteratura medica i dati relativi alla concentrazione di myo-inositolo e d-chiro-inositolo sono discordanti,
  • questo fa sì che sia improbabile un mix così specifico (550 mg di MYO e 13,8 mg di DCI) in assenza di studi scientifici corroboranti questa teoria. 
  • i dosaggi dei due inositoli devono tenere conto della conversione del myoinositolo in dchiro. 

Nelle donne con PCOS l’ovaio è disfunzionale a causa dell’iperinsulinemia: l’approccio andrebbe indirizzato dunque non tanto all’ovaio difsunzionale, che ne è l’effetto, quanto alla correzione dell’iper-insulinemia che ne è la causa. In questi casi, infatti, si verifica un deficit dell’enzima epimerasi che converte il Myo in D-Chiro-Inositolo, portando alla mancata sintesi del dchiro-inositolo e pertanto sarebbe preferibile integrare direttamente il DChiro e non il Myo, suo precursore. 

Come per altre condizioni, l’approccio migliore deve guardare all’organismo nella sua totalità: ri-equilibrando la sensibilità dell’organismo all’insulina si riattiva la normale funzionalità ovarica.

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