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Se dipendesse dalle strategie governative, anche in Italia sarebbe certa la data del suo debutto sulle nostre strade. Invece, se per la Gran Bretagna, l'Irlanda e il Portogallo – dove sono presenti già gli incentivi statali per le auto elettriche - si può già prenotare (il suo prezzo è di 30mila euro) e sarà disponibile su strada a primavera 2011, da noi non è ancora sicuro il periodo del suo arrivo.

È la Nissan Leaf, frutto del programma della Casa giapponese per lo sviluppo della mobilità elettrica (e appena presentata, nella sua veste europea definitiva, al Salone di Parigi), che in questi giorni entra in produzione presso lo stabilimento giapponese di Oppama.

Gli impianti di Oppama, nella provincia giapponese di Yokosuka, ospitano già le linee di montaggio dei modelli Juke e Cube, e sono stati ridisegnati per far posto ai reparti di assemblaggio della Leaf: la differenza, rispetto ai modelli a motore “tradizionale”, consiste nel fatto che al posto del serbatoio del carburante vengono installate le batterie al litio (a 48 moduli di quattro celle ciascuno), a loro volta realizzate a Zama, dove ha sede la AescAutomotive Energy Supply Corporation, factory sorta dalla partnership tecnica fra la stessa Nissan e la Nec.

Per il futuro, hanno comunicato i vertici della Casa giapponese, saranno realizzati altri due siti, dei quali l'impianto di Oppama costituisce il “prototipo” dal quale trasferire know how ed esperienza. Per la fine del 2012, infatti, sarà operativo lo stabilimento di Smyrna, nel Tennessee, a un'ipotesi di produzione per 150mila veicoli all'anno. In Europa, invece, i veicoli elettrici Nissan saranno realizzati dall'inizio del 2013 a Sunderland, in Inghilterra, dove la capacità produttiva è di 50mila unità annue.

Piergiorgio Pescarolo


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