Polvere di pneumatici: l'”inquinante invisibile” che sta diventando un’enorme minaccia per la vita oceanica

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Nella sua vita, uno pneumatico rilascia fino a 4 kg di microplastiche nell'ambiente, inquinando le acque e provocando la morte dei pesci

Sappiamo che la dispersione delle microplastiche nell’ambiente rappresenta una minaccia per la nostra salute, ma anche per quella degli animali e degli ecosistemi. Le microplastiche sono piccole particelle di materiale plastico che si generano dalla degradazione nell’ambiente dei nostri rifiuti – buste, packaging degli alimenti, bottiglie, giocattoli e tanto altro.

Ma gli oggetti in plastica non sono gli unici a rilasciare nell’ambiente pericolose particelle che possono minare alla sopravvivenza della biodiversità: anche gli penumatici di auto e moto, a causa del processo di abrasione a contatto con l’asfalto, rilasciano microplastiche che possono finire nel ciclo dell’acqua attraverso la pioggia e andare a inquinare gli ecosistemi marini.

Già sono diversi gli studi che hanno mostrato una correlazione fra la presenza di microplastiche da pneumatici e morte improvvisa di pesci e altri animali marini. In particolare, un’osservazione condotta nei corsi d’acqua del Puget Sound (nello stato americano di Washington) ha portato alla luce la morte improvvisa e prematura dei salmoni nelle ore immediatamente successive a forti piogge: l’acqua piovana, lavando le strade vicine ai corsi d’acqua, porta nei fiumi le particelle degli pneumatici che finiscono per intossicare i pesci.

La morte improvvisa dei pesci è causata, in particolare, dalla presenza negli pneumatici di una sostanza chimica altamente tossica nota come 6PPD-Chinone, aggiunto alla gomma degli pneumatici per ridurne la rottura. Questa sostanza è stata classificata dagli scienziati come un inquinante invisibile.

Le microplastiche vengono prodotte soprattutto durante i momenti di accelerazione e frenata, e vengono dispersi dalle superfici stradali attraverso il vento e la pioggia. Generalmente finiscono per depositarsi sul ciglio delle strade, oppure entrano con la pioggia nei sistemi fognari urbani. In questo modo, entrano all’interno del ciclo dell’acqua e finiscono per inquinare i corsi d’acqua – dolce e salata.

Sebbene sia molto difficile comprendere l’esatta origine delle microplastiche presenti negli oceani, uno studio condotto qualche anno fa dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) stimava che l’usura degli pneumatici è la seconda fonte di microplastiche primarie negli oceani (28%) dopo le fibre tessili sintetiche (35%).

Una cosa è certa. L’usura degli pneumatici esiste e provoca il rilascio delle microplastiche nell’ambiente: si stima che, nel corso della sua vita, uno pneumatico arrivi a perdere anche 4 kg di microplastiche. Ogni anno vengono rilasciate nell’ambiente circa 6 milioni di tonnellate di particelle inquinanti che sono state ritrovate ovunque – dai poli all’Equatore, dalle vette delle montagne alle profondità marine.

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Fonte: The Guardian

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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