torta cioccolato mandorle ikea

Torta al cioccolato di Ikea ritirate. Dopo essere rimasta coinvolta nello scandalo delle carne equina, presente nelle sue famose polpette di manzo e maiale, Ikea è stata costretta ad affrontare l'ennesimo problema legato alla sicurezza dei suoi prodotti alimentari. Questa volta a finire nel mirino delle autorità è stata la torta al cioccolato e mandorle "chokladkrokant", prodotte dal fornitore svedese Almondy, in cui sono state rilevate tracce di colibatteri.

Per questo, come misura precauzionale, il gruppo ne ha bloccata la vendita in 23 Paesi, tra cui anche l'Italia, anche se il colosso svedese ha rassicurato i carabinieri del Nas che nei suoi ristoranti sparsi lungo lo stivale non sono presenti lotti delle torte ritirate. La decisione è arrivata dopo la distruzione da parte delle dogane cinesi di 1.872 chili di dolci incriminati, intercettati lo scorso novembre nel porto di Shanghai. Secondo quanto riporta lo Shanghai Daily, i test hanno rivelato la presenza di un "livello eccessivo di batteri coliformi", spia di una probabile contaminazione fecale.

Ma a essere state distrutte non sono state solo le torte di Ikea: le autorità cinesi hanno mandato al macero decine di altri prodotti, per un totale di 247, tra cui formaggi della Kraft e 2,7 tonnellate di barrette al cioccolato Nestlé, contenenti livelli troppo alti di sorbitolo, un dolcificante che può causare problemi all'intestino. È anche per questo che 6 italiani su 10 hanno paura di consumare cibi contaminati, come afferma la Coldiretti, sottolineando che il ritiro delle torte è solo l'ultimo degli scandali nel piatto.

"La diffidenza dei cittadini è stata alimentata dal fatto che negli ultimi tempi – sottolinea la Coldiretti - c'è stata in media una emergenza alimentare all'anno, dalla mucca pazza all'aviaria, dal latte cinese alla melamina a quello tedesco alla diossina, dalla mozzarella blu al batterio killer nei germogli di soia fino alla carne di cavallo nei ravioli".

Per la Coldiretti, la globalizzazione dei mercati, a cui non ha fatto seguito quella della politica, ha portato ad un deficit di responsabilità, di onestà e di trasparenza che ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi, "come fosse un aspirapolvere o un frigorifero, con effetti che - conclude la Coldiretti - rischiano di provocare una rincorsa al ribasso con effetti drammatici soprattutto in un momento di crisi in cui molti sono costretti a risparmiare sull'alimentazione".

Roberta Ragni

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