Tassa su bibite zuccherate e merendine, la ricetta del neo ministro dell’Istruzione per finanziare la scuola (e aumentare gli stipendi ai prof)

merendine fioramonti

Bibite e merendine: la sfida del neo ministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti parte (anche) da qui. Suo, infatti, il parere secondo cui ciò che è dannoso per la salute potrebbe essere oggetto di “micro-tasse di scopo”, generando soldi da destinare al mondo della scuola

Lo ha dichiarato qualche giorno fa in un’intervista, in cui il nuovo eletto del secondo Governo Conte commentava la necessità di trovare interventi fiscali mirati.

Servono delle micro tasse di scopo: una tassa sulle merendine, una sulle bevande zuccherate, un’altra sui biglietti aerei. Sono attività o dannose per la salute, le prime due, o inquinanti. Con i soldi che lo stato ricava si fanno interventi per la ricerca o la scuola. Abbiamo calcolato che solo da questi interventi si possono ricavare 2,5 miliardi”.

Una bella ricetta, insomma, che punta sul junk food e ad interventi volti a disincentivare l’abuso di alimenti non propriamente salutari e dai quali, secondo i calcoli, sarà possibile recuperare 2,5 miliardi di euro da dirigere verso un aumento di stipendio per i professori.

Ora, quindi, ci auguriamo che il nuovo Ministro si adoperi per mettere in pratica quanto detto. Tassare il junk food, e quindi trovarsi di fronte a un prezzo maggiorato, potrebbe essere un buon deterrente a  favore di un maggiore consumo di frutta e verdura, ma sappiamo bene che non basterà. Per scoraggiare i più piccoli a consumare alimenti ad alto contenuto energetico o prodotti ricchi di zuccheri semplici, grassi saturi e grassi trans ci vuole anche una buona base educativa in famiglia e nella scuola stessa.

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