Latte italiano: i marchi risultati senza nessuna traccia di antibiotici e farmaci

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Cosa c’è nel latte italiano? Che negli allevamenti intensivi si faccia spesso uso (e abuso) di farmaci e antibiotici non è certo purtroppo una novità. Sostanze che finiscono sulle nostre tavole, ma gli esempi virtuosi di ‘latte pulito’ ci sono, vediamo quali.

Torniamo sull’argomento latte, dandovi qualche informazione e dettaglio in più rispetto all’articolo pubblicato ieri. Come avevamo anticipato, la rivista Il Salvagente ha condotto un’indagine analizzando 21 tipi di latte italiano fresco e a lunga conservazione acquistato nella GDO e nei discount. Tra i prodotti presi in considerazione non c’è comunque il latte biologico, che ha regolamenti più rigidi negli allevamenti.

Le analisi del test confermano ciò che è emerso da un’altra ricerca condotta dall’Università Federico II di Napoli e da quella di Valencia che ha messo sotto la lente di ingrandimento ben 56 latti italiani, ovvero che in alcuni si possono trovare farmaci e antibiotici usati per curare le mucche in presenza di mastite.

Prima di vedere quali sono le marche promosse a pieni voti e quelle in cui sono state rilevate tracce di residui di dexamethasone (cortisonico), neloxicam (antinfiammatorio) e amoxicillina (antibiotico), preme sottolineare che i quantitativi sono tutti al di sotto dei limiti massimi previsti dal regolamento europeo 37 del 2010. “Anzi, sottolinea Il Salvagente, gli attuali metodi di analisi accreditati non ne avrebbero neanche rilevato la presenza”.

Infatti, queste sostanze sono risultate presenti proprio grazie alla metodologia messa a punto proprio dall’Università Federico II di Napoli nel suo studio che riesce a quantificare contenuti che nei test ufficiali sarebbero passati inosservati. I ricercatori sono andati oltre, proprio per cercare il latte senza traccia alcuna di antibiotici ed effettivamente esempi virtuosi ci sono in entrambe le indagini. In quella delle rivista italiana poi, bisogna sottolineare che anche al latte che contiene dei residui minimi non prende l’insufficienza.

“In un solo caso, il latte fresco Lidl, è stata evidenziata contemporaneamente la presenza di tutti e 3 i farmaci. In 4 latti (Ricca fonte, Esselunga fresco, Carrefour fresco e Parmalat Zymil fresco), le analisi hanno rilevato tracce di due farmaci”, spiega ancora la rivista.

Per questo, la ricerca non ha come obiettivo quello di penalizzare le aziende che commercializzano il latte, ma anzi quello di tenere alta l’attenzione per contribuire al benessere dei consumatori che ogni giorno hanno il diritto di essere utenti consapevoli.

Anche perché, come sottolineato dalla stessa rivista attraverso i suoi esperti, pur se in tracce minime, la presenza di antibiotici e cortisonici, va a minare il microbiota intestinale soprattutto dei soggetti come i bambini che, solitamente assumono maggiori quantità di latte. Oltre che aumentare l’antibiotico-resistenza come sottolineanto anche da Ruggero Francavilla, pediatra gastroenterolog dell’Università di Bari contemplato da IlSalvagente:

“L’assunzione costante di piccole dosi di antibiotico con gli alimenti determina una pressione selettiva sulla normale flora batterica intestinale a vantaggio dei batteri resistenti agli antibiotici che diventano più rappresentati; questa informazione genetica viene trasferita ad altri batteri anche patogeni”.

Latte italiano: i marchi promossi

Nell’indagine non è stato preso in considerazione né il prezzo, né l’origine del latte. Le marche che non contengono nessun tipo di sostanza, che sia antibiotico o antinfiammatorio, e si aggiudicano il punteggio di 9,5 su 10 sono:

  • ARBOREA LATTE INTERO UHT
  • MILA SENZA LATTOSIO UHT
  • CANDIA GRAN LATTE UHT
  • PARMALAT BONTÀ E LINEA PARZIALMENTE SCREMATO UHT
  • GRANAROLO LATTE INTERO UHT
  • PARMALAT ZYMIL ALTA DIGERIBILITÀ MAGRO UHT
  • SELEX ALTA QUALITÀ FRESCO
  • STERILGARDA LATTE PARZIALMENTE SCREMATO UHT
  • TODIS COLLE MAGGIO LATTE FRESCO

Un monitoraggio che dovrebbe essere costante soprattutto perché, i primi consumatori, sono i nostri bambini e l’assunzione diretta di farmaci e antibiotici potrebbe portare conseguenze sulla loro salute.

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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