Class action contro Barilla: ecco cosa sta succedendo negli Usa a causa di 2 pacchi di pasta (e la replica dell’azienda)

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Negli Usa una coppia di coniugi ha intentato una causa contro Barilla, accusata di essere poco chiara in merito all'origine della pasta venduta negli Stati Uniti. L'azienda però replica che in etichetta è specificato bene che la pasta venduta negli Usa è prodotta in Iowa o a New York

Alcuni giorni fa, The Washington Post ha pubblicato la notizia relativa ad una coppia di consumatori degli Stati Uniti che hanno fatto causa a Barilla. Questa rischia di diventare una vera e propria “class action” contro il noto marchio di pasta italiana.

Cosa è successo? L’accusa contro Barilla è quella di non essere sufficientemente chiara in merito all’origine della pasta e degli ingredienti con cui è realizzata.

Sulla confezione si legge “la pasta numero 1 in Italia” e altri dettagli che riportano al nostro Paese (come ad esempio la presenza della bandiera italiana) ma negli Usa la pasta Barilla viene prodotta localmente (più precisamente in Iowa e a New York).

Come riporta il quotidiano statunitense, una coppia di acquirenti (Matthew Sinatro e Jessica Prost), hanno citato in giudizio l’azienda sostenendo di aver ritenuto erroneamente che la pasta fosse prodotta in Italia, proprio a causa di alcune scritte e figure presenti sulla confezione.

Sinatro e Prost hanno dichiarato che non avrebbero acquistato la pasta se avessero saputo che non era prodotta in Italia, motivo per cui hanno deciso di trascinare in tribunale la Barilla.

Il giudice statunitense Donna Ryu, ha stabilito lunedì che il caso ha abbastanza materiale per poter procedere e ora ai due coniugi potrebbero aggiungersi anche altri consumatori. La causa diventerebbe così a tutti gli effetti una class action che potrebbe costare alla Barilla milioni di dollari.

Ma davvero Barilla non è stata chiara sulla provenienza della sua pasta?

La replica di Barilla

Abbiamo contattato Barilla per avere anche la sua versione dei fatti e dare all’azienda una possibilità di replica. In merito alle polemiche e alla possibile class action negli Usa, ha dichiarato:

Barilla è impegnata a difendersi con vigore da affermazioni che riteniamo senza fondamento, dato che sulle confezioni di pasta Barilla prodotte negli Stati Uniti è chiaramente riportata l’indicazione Made in the U.S.A. with U.S.A. and imported ingredients. Le informazioni su dove viene prodotta la pasta Barilla sono inoltre disponibili pubblicamente anche nella sezione FAQ del sito web di Barilla US. Sono circa 25 anni che produciamo pasta negli Stati Uniti. In Usa diamo lavoro a centinaia di persone tra la nostra sede operativa in Illinois e due stabilimenti produttivi, il primo aperto nel 1998 e il secondo nel 2007. Oggi tutta la pasta Barilla venduta in USA è prodotta nei nostri stabilimenti di Ames, in Iowa e Avon, nello Stato di New York. Fanno eccezione solo alcune referenze di pasta ripiena prodotte in Italia, e anche in questo caso l’informazione è riportata con chiarezza in etichetta.

La dichiarazione di Barilla continua poi specificando che:

Nei nostri pastifici in USA facciamo pasta con lo stesso procedimento produttivo utilizzato in Italia. Anche i macchinari sono gli stessi che usiamo a Parma. Insomma, cambiano i luoghi di produzione ma non cambiano la ricetta e il nostro know italiano, un ingrediente invisibile che abbiamo sviluppato e migliorato da 145 anni ed esportiamo in tutti i paesi in cui produciamo pasta. La nostra è una costante ricerca della qualità, premiata dai tanti nostri consumatori. Che ci ha permesso di diventare il primo marchio di pasta in Italia e nel mondo. Anche negli Stati Uniti dove più di un piatto di pasta su 3 è fatto con pasta Barilla. Siamo i primi a voler fare chiarezza su questa vicenda e siamo fiduciosi in un esito positivo.

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Fonte: The Washington Post 

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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