Ftalati nelle noci sgusciate: il test che ti farà venire voglia di comprarle intere, non solo a Natale

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Un test sulle noci già sgusciate mostra che questo prodotto può essere contaminato da plastificanti o Mosh meglio acquistarle intere

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Durante il periodo natalizio, le noci sono spesso in tavola e questo è un bene dato che, a differenza di molti altri alimenti tipici delle feste, sono un cibo particolarmente sano.  Ma tutte le noci sul mercato sono uguali in termini di sapore, nutrienti e sicurezza rispetto alla presenza di contaminanti? Per scoprirlo Öko-Test ha analizzato e confrontato diverse marche.

Le noci sono un ingrediente davvero prezioso sulle nostre tavole, forniscono infatti grassi sani e sali minerali. Erroneamente si ritiene che ingrassino ma in realtà diversi studi hanno notato che, al contrario, chi consuma il giusto quantitativo di noci e frutta secca con regolarità mantiene meglio il proprio peso forma. Leggi anche: Mangiare un manciata di noci e frutta secca ogni giorno, il segreto per non ingrassare

Grazie al loro alto contenuto di fibre e proteine, infatti, le noci ci mantengono sazi a lungo. Non tutte però sono uguali e alcuni problemi potrebbero sorgere soprattutto nel caso si scelga di acquistare quelle già sgusciate e frantumate.

Una prova di questo arriva dalla nuova analisi della rivista tedesca Öko-Test che ha analizzato 20 campioni di noci già sgusciate vendute principalmente in Germania ma comunque indicative di quanto avviene sul mercato.

I risultati

Non tutti i prodotti del test sono stati convincenti: alcuni gherigli di noce avevano un sapore alterato e in alcuni campioni sono state trovate tracce di olio minerale e di un plastificante. 12 gherigli di noce su 20 hanno ottenuto comunque un punteggio “molto buono”.

Per quanto riguarda i contaminanti, in due prodotti sono stati trovati idrocarburi di olio minerale saturo (MOSH) in livelli “aumentati”, come segnala la rivista, mentre in altri due erano “leggermente aumentati”.

I MOSH, ricorda Öko-Test, si accumulano negli organi umani e nel tessuto adiposo con conseguenze ancora non chiare. I componenti dell’olio minerale possono entrare nelle noci attraverso gli oli lubrificanti nei sistemi di smistamento o migrare dagli imballaggi di plastica.

Il laboratorio incaricato dell’analisi ha trovato anche dietilesilftalato (DEHP) in un prodotto. Gli ftalati sono usati come plastificanti e si sospetta che danneggino il fegato, i reni e gli organi riproduttivi e che agiscano come interferenti endocrini.

Il contenuto misurato del plastificante era appena superiore a quello che, secondo il limite di migrazione specifica (LMS) di un regolamento Ue, può essere trasferito dagli imballaggi e simili agli alimenti. Non esiste però un valore limite ufficiale per la sostanza nel prodotto stesso.

E in quanto alle tossine della muffa? L’anno scorso, l’Ufficio federale per la protezione dei consumatori e la sicurezza alimentare (BVL) aveva messo in guardia i consumatori tedeschi contro la muffa nelle noci. Questo perché la frutta secca viene ripetutamente attaccata dalle specie di muffe Aspergillus flavus e ochraceus, che possono formare aflatossina e ocratossina A.

Un processo che può avvenire durante la raccolta o il trasporto delle noci, ma spesso anche durante lo stoccaggio. A differenza di altri inquinanti, le muffe non vengono distrutte dalle alte temperature quindi la cottura, la frittura o la tostatura al forno non sono sufficienti ad eliminarle.

Il BVL ha avvertito che le muffe portano varie malattie negli esseri umani, promuovono lo sviluppo del cancro, danneggiano i reni, il fegato e il sistema immunitario o causano diarrea e vomito.

Fortunatamente, però, almeno nei campioni testati in Germania non sono state riscontrate muffe tossiche e questa è una buona notizia.

Molte noci, però, non avevano un buon sapore, due prodotti sono stati addirittura considerati “scarsi” sotto questo aspetto. Tra le altre cose, i tester hanno riscontrato un leggero odore e note gustative dei solventi.  

Un produttore ha spiegato alla rivista tedesca che tali impressioni possono derivare dall’ossidazione degli oli nelle noci nel momento in cui i grassi “invecchiano” ma è anche ipotizzabile che le noci assumano odori e sapori dall’esterno. 

Le noci migliori e peggiori

Tra le noci migliori troviamo quelle vendute da Lidl e Aldi mentre un punteggio più basso (“soddisfacente”) ottengono i gherigli di noci bio Rapunzel.

noci migliori test noci test

noci buone test

noci peggiori test

Come scegliere e conservare le noci

Il consiglio più importante è quello di non utilizzare gherigli di noce ma prediligere l’acquisto di noci intere con il guscio, queste infatti sono meno inclini alla muffa. Se possiamo scegliamo anche noci italiane e da agricoltura biologica.

Meglio poi acquistare le noci sfuse, il che ci consente di risparmiare sulla confezione evitando anche la plastica.

Fondamentale poi, dopo aver acquistato le noci, conservarle in un luogo asciutto, fresco e buio. Ciò impedisce la formazione di tossine della muffa.  

Avvertenze

Ricordate che nei bambini fino a circa quattro anni di età, le noci possono facilmente entrare nella trachea o nei polmoni e causare soffocamenti. Un’avvertenza corrispondente non è obbligatoria per legge, ma fortunatamente la maggior parte dei produttori la aggiunge in etichetta. 

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Fonte: Öko-Test

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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