La Danimarca è il primo Paese al mondo a proporre un’etichetta che mostri l’impatto ambientale del nostro cibo

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L'idea è quella di creare un'etichetta ambientale chiara e completa che aiuti i consumatori nelle quotidiane scelte di sostenibilità

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Tutti noi, quando siamo al supermercato, proviamo ad essere attenti alla provenienza del cibo che stiamo acquistando, alla presenza di conservanti e sostanze chimiche non ben definite, a preferire incarti riciclabili e senza plastica, a scegliere prodotti di stagione e a chilometro zero. Ma chi ci assicura che ciò che abbiamo messo nel carrello sia davvero sostenibile e a impatto zero?

Molto spesso, infatti, le etichette sono ingannevoli per i consumatori poco esperti. Spesso basta un incarto verde o la dicitura “BIO” per sedurre coloro che vogliono ridurre il proprio impatto ambientale, ma che molto spesso finiscono per comprare prodotti che con la sostenibilità non hanno proprio nulla a che fare.

Per questo motivo il governo danese si prepara a lanciare sul mercato un’etichetta ambientale unica per gli alimenti in commercio – al fine di aiutare i consumatori nella scelta dei prodotti più sostenibili. Per questo progetto, lanciato dal Ministero per l’Alimentazione e l’Agricoltura, è stato già stanziato un fondo di 1,2 milioni di euro.

La Danimarca deve avere la prima etichetta climatica al mondo sugli alimenti – scrive il Ministro per l’Alimentazione e l’Agricoltura, Rasmus Prehn, sulla propria pagina Facebook. – Un marchio di cui ci possiamo fidare, che dovrebbe aiutarci a fare scelte ecologiche quando facciamo acquisti. Il marchio deve essere semplice e facile da capire quando si va a fare la spesa al supermercato! E dovrebbe, per quanto possibile, basarsi sull’impatto climatico totale del singolo alimento lungo l’intera catena del valore.

In effetti, non è la prima volta che si sente parlare di un’etichetta del genere. Ricordiamo ad esempio Eco-Store, un’etichetta nata in Francia per fornire informazioni sull’impatto sulla salute degli alimenti. I prodotti vengono divisi in cinque categorie (indicate ciascuna con una lettera dalla A alla E e con un codice colore dal verde al rosso). I prodotti con un impatto ambientale minimo si meritano una A e una fogliolina verde, i meno green sono contrassegnati dalla lettera E e da una fogliolina rossa.

L’etichetta Eco-Store, come anche altre che sono state lanciate negli ultimi anni, sono perlopiù frutto di iniziative private, animate da criteri di giudizio non sempre trasparenti e davvero rispettosi dell’ambiente – ecco perché ancora nessuna proposta è riuscita a convincere al punto da diventare obbligatoria.

Il progetto danese, invece, è quello di dare un’unica voce nazionale, all’impronta ambientale di tutti i prodotti alimentari commercializzati nel Paese, in modo da eliminare tutte le altre iniziative ed evitare quindi di confondere il consumatore che si trova a dover scegliere cosa comprare. Apporre la nuova etichetta ambientale sarà comunque una scelta volontaria dei singoli produttori alimentari.

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Fonte: Rasmus Prehn

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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