#BugieinEtichetta, perché chi ama gli animali e l’ambiente sta condividendo l’hashtag per renderlo virale

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Basta #BugieinEtichetta! È appena partito il tweetstorm rivolto ai Ministri Patuanelli e Speranza per dire no alle nuova etichettatura sul benessere animale, che rappresenta un vero e proprio inganno sia per gli animali che per i consumatori

Costringere un maiale a trascorrere la sua vita in una gabbia di circa un metro o tagliare la coda dei suinetti appena nati sono vere e proprie forme di tortura. Eppure, il nuovo disegno di legge italiano sull’etichettatura bollerebbe con la dicitura di “benessere animale” carne e altri prodotti provenienti dagli allevamenti intensivi dove gli animali soffrono terribilmente.

Inoltre, tale certificazione garantirebbe accesso ai fondi PAC e PNRR, favorendo per l’ennesima volta il sistema di allevamento intensivo invece di puntare alla transizione verso sistemi più sostenibili e rispettosi degli animali. E se il disegno di legge dovesse essere approvato, si tratterebbe di un grande inganno anche nei confronti dei consumatori.

Per fermare il progetto di etichettatura nazionale la coalizione composta da associazioni animaliste (tra cui Animal Equality, LAV ed Essere Animali), ambientaliste e consumatori ha lanciato un tweetstorm per oggi (dalle 12 alle 14) rivolto ai Ministri dell’Agricoltura e della Salute, Stefano Patuanelli e Roberto Speranza. La richiesta è quella di modificare il decreto in base alle proposte della società civile, proposte a più riprese e sempre rigettate dagli uffici dei Ministeri senza alcun reale confronto.

Le associazioni chiedono di rivedere un sistema di etichettatura fuorviante, incapace – vista l’assenza di livelli di qualità crescenti chiaramente indicati in etichetta – di favorire una reale transizione e di garantire informazioni veritiere e trasparenti ai consumatori, che si troverebbero di fatto ingannati al momento dell’acquisto senza poter acquisire una consapevolezza reale circa i metodi di allevamento.– spiega la coalizione – Le associazioni hanno chiesto più volte la revisione del decreto in alcuni, precisi, punti essenziali: l’introduzione di almeno cinque livelli diversificati per ogni specie chiaramente visibili in etichetta, la cancellazione dei riferimenti alla diminuzione delle emissioni di gas serra nella definizione di benessere animale – azione importante e necessaria ma del tutto scollegata da questa certificazione – e la considerazione dei bisogni etologici di specie, della densità di animali e delle condizioni di trasporto tra i criteri atti a determinare il benessere animale.

Come partecipare al tweetstorm

Tutti possono aderire all’iniziativa scrivendo dei post su Twitter e Facebook, accompagnati dagli hashtag #BugieInEtichetta e IngannoInEtichetta e taggando i ministri Speranza e Patuanelli.

bugie in etichetta tweetstorm

Ecco cosa scrivere nei post:

“Con questa certificazione verrà finanziato chi alleva intensivamente e nell’irregolarità. @MinisteroSalute @robersperanza dica NO a una certificazione sul Benessere Animale ingannevole per animali e consumatori! #BugieInEtichetta #IngannoInEtichetta”

Gli allevamenti intensivi NON possono ricevere il bollino Benessere Animale. @MinisteroSalute @Mipaaf_@robersperanza #Patuanelli: non approvate una certificazione ingannevole! #BugieInEtichetta #IngannoInEtichetta

Chiediamo che NON venga approvata la nuova proposta di etichettatura sul Benessere Animale: è ingannevole e non tutela né gli animali né i consumatori! #Patuanelli @Mipaaf_#BugieInEtichetta #IngannoInEtichetta

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Fonte: Animal Equality

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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