Caraffe filtranti: sono davvero utili a migliorare l’acqua? Un nuovo test svizzero “boccia” anche Brita

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Non sempre l'acqua che sgorga dai rubinetti di casa è apprezzata dalle persone che la abitano, può essere ad esempio troppo ricca di calcare. C'è chi sceglie allora di utilizzare le caraffe filtranti prima di berla, ma questi strumenti sono davvero utili? Un test ha messo a confronto 7 modelli

Chi non beve l’acqua del rubinetto così com’è ma vuole ad esempio “alleggerirla” di alcuni minerali, sceglie spesso di filtrarla con delle apposite caraffe. Un modo per evitare di acquistare l’acqua minerale, allo stesso tempo non accontentandosi dell’acqua “del sindaco”.

La rivista dell’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana, “La borsa della spesa” si è chiesta però se il gioco vale la candela, ovvero se questi strumenti sono davvero utili. L’ha fatto analizzando 7 modelli di caraffe filtranti, tra cui ben 5 del famoso marchio Brita.

I risultati

In sintesi i risultati sono molto chiari: le caraffe filtranti, a fronte di un costo elevato, sono poco utili e dunque anche il modello che ottiene il primo posto non è in realtà consigliato.

Sul fronte del quantitativo di minerali che realmente cambiano utilizzando queste caraffe, interessa particolarmente i consumatori il fatto che venga ridotto il calcare. Alcuni modelli fanno effettivamente il loro lavoro in questo senso.

Come scrive la rivista svizzera:

Messi alla prova, tre modelli Brita (Aluna, Marella distribuito dalla Coop, e Marella distribuito da Migros, ndr) e il Migros Cucina & tavola, hanno dimostrato di fare il loro lavoro, ma con la caraffa Bwt e i modelli a disco Brita la durezza dell’acqua aumenta. Ciò significa che il filtro rilascia ioni e materia, cosa che ovviamente non è lo scopo previsto.

In merito invece all’aggiunta di minerali utili per la salute, il test ha scoperto che alcuni modelli arricchiscono l’acqua di potassio ma ci sono altri che invece lo filtrano. L’unica ad aggiungere anche magnesio è la caraffa a marchio Bwt.

Si parla poi anche dell’argento che, come si legge:

Viene utilizzato nei filtri per mantenerli puliti e prevenire la crescita batterica. Questi ioni sono purtroppo molto solubili e finiscono nell’acqua.

Ciò accade praticamente in tutti i campioni analizzati, ad eccezione di due modelli del marchio Brita, che nonostante questo sono comunque agli ultimi posti in classifica.

C’è poi il discorso del costo, non proprio economico di questi dispositivi filtranti. I prezzi per acquistare una caraffa vanno da 17,66 a 27,50 euro ma a questi poi va aggiunto il costo dei filtri da sostituire mensilmente (dai 5 ai 7 euro).

In pratica, scrivono gli esperti svizzeri, la spesa complessiva annuale è tra i  60 e gli 84 euro.

Esistono caraffe filtranti valide?

Secondo i risultati del test, sono queste le due migliori caraffe filtranti:

  • Aluna con filtro Maxtra (Brita)
  • Marella con filtro PrixGarantie (Brita)

Ma c’è un ma. Considerate che anche la prima ha un punteggio medio (6,9): “Un prodotto che non serve a granché” si legge sulla rivista.

A seguire ci sono:

  • Brita Marella venduta da Migros
  • Bwt Penguin
  • Migros Cuncina & Tavola
  • Brita Fill & Go

All’ultimo posto un altro modello del marchio Brita, quello con filtro micro disc i cui:

 sistemi a disco sono i meno performanti del test, sono carenti in quasi tutti gli ambiti valutati.

Questa la classifica completa:

caraffe filtrati infografica

©La Borsa della Spesa

Abbiamo bisogno dunque di acquistare una caraffa filtrante? Viste le reali prestazioni e il costo, sembra proprio di no, con pochissime eccezioni. Come scrive la rivista svizzera:

Queste caraffe filtranti non sono molto utili. Il loro acquisto può essere giustificato in rari casi, solo se l’acqua è molto dura o ha un sapore sgradevole.

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Fonte: La Borsa della Spesa

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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