Pane precotto: i clienti non possono acquistarlo sfuso, ma esclusivamente confezionato 

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I supermercati che vendono pane precotto (congelato e non) sfuso rischiano grosso. A confermare il divieto una sentenza del Consiglio di Stato

Niente pane sfuso nei supermercati, se si tratta di un prodotto precotto o congelato. A confermare questo divieto il Consiglio di Stato, che qualche giorno fa ha respinto il ricorso di un supermercato del Leccese. In base alla sentenza emessa lo scorso 7 ottobre, il pane precotto può essere infatti venduto solo se confezionato, quindi i clienti non possono quindi imbustarlo autonomamente, come avviene ad esempio per la frutta. 

La vicenda partita da un supermercato pugliese

In realtà, la sentenza ha confermato precedenti pronunce dei giudici amministrativi, mettendo la parola fine ad una controversia nata diversi mesi fa. La vicenda ha avuto origine a gennaio 2020, quando i carabinieri del Nas hanno sequestrato 23 chili di pane precotto, messo in vendita sfuso negli scaffali a cassetto di un supermercato di Gallipoli. Il pane poteva essere quindi toccato liberamente dai consumatori, che lo imbustavano da soli senza alcuna supervisione. 

A seguito della sospensione dell’attività da parte dei Nas, l’azienda si è poi adeguata alle norme previste. Ma successivamente il supermercato ha deciso di fare ricorso con istanza perché era convinto di aver agito bene. 

La sentenza

A ottobre, però, è arrivato il verdetto da parte del Consiglio di Stato, che ribadisce che non è possibile permettere ai clienti di manipolare il pane precotto all’interno dei supermercati. 

Il pane ottenuto mediante completamento di cottura da pane parzialmente cotto, surgelato o non surgelato, deve essere distribuito e messo in vendita in comparti separati dal pane fresco e in imballaggi preconfezionati riportati oltre alle indicazioni previste dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 – chiarisce la sentenza. –  Ove le operazioni di completamento della cottura e di preconfezionamento del pane non possano avvenire in aree separate da quelle di vendita del prodotto, dette operazioni possono avvenire, fatte salve comunque le norme igienicosanitarie, anche nella stessa area di vendita e la specifica dicitura di cui al comma 1 deve figurare altresì su un cartello esposto in modo chiaramente visibile al consumatore nell’area di vendita.

Dunque, chi mette in vendita il pane precotto (surgelato e non) sfuso negli scaffali e – quindi anche privo di etichetta – rischia sanzioni salate e sospensione dell’attività.

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Fonte: Consiglio di Stato

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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