Carne, cacao e caffè: stop all’importazione in Europa di prodotti che causano deforestazione (ma ancora non basta)

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La Commissione europea ha pubblicato la bozza della normativa per eliminare la deforestazione dalle catene di approvvigionamento dell’Unione

La Commissione europea ha pubblicato la prima bozza della normativa per eliminare la deforestazione dalle catene di approvvigionamento dell’Unione. Ma secondo alcuni la proposta è debolissima

Carne di manzo, cacao, caffè, olio di palma, soia e prodotti del legno, ma mancano prodotti come le carni diverse dal manzo, la gomma e il mais: bene, ma non benissimo insomma la proposta legislativa presentata dalla Commissione europea sulla riduzione dei rischi di deforestazione e degrado forestale associati ai prodotti immessi nel mercato europeo. La palla passa ora al Parlamentoe al Consiglio europeo, che devono approvare la bozza di regolamento contro la deforestazione.

La normativa per la prima volta chiede alle aziende che immettono specifici prodotti e materie prime sul mercato comunitario di tracciarne l’origine e dimostrare che non sono collegati alla distruzione o al degrado delle foreste. Ma la lista fa acqua da tutte le parti.

Ciò che proponiamo è un’iniziativa pionieristica – commenta Virginijus Sinkevičius, Commissario europeo per l’ambiente. Se ci aspettiamo politiche climatiche più ambiziose dai Paesi partner, dobbiamo smettere noi per primi di esportare l’inquinamento e supportare le deforestazione.

Cosa prevede la bozza

Secondo le proposte della Commissione Europea – che arrivano in risposta a un’iniziativa dei cittadini europei (ICE), con la quale 1.2 milioni di persone hanno richiesto all’Unione europea di agire contro l’abbattimento indiscriminato delle foreste -, tutti i prodotti potenzialmente legati ad attività non rispettose del patrimonio forestale saranno controllati prima di entrare nell’Unione: le aziende produttrici dovranno sottostare ad un’apposita due diligence che andrà a ispezionare i vari metodi di lavoro. Indipendentemente da quando il nuovo regolamento entrerà in vigore, le imprese dovranno garantire che merci e prodotti non arrivano da terreni disboscati o degradati dopo il 31 dicembre 2020 e che sono stati prodotti in conformità con le leggi del Paese di produzione.

Inoltre, sarà l’Unione europea a stabilire un proprio sistema di benchmarking per definire quali Stati siano a rischio di deforestazione “basso”, “medio” o “elevato” e rafforzerà i controlli sui beni provenienti da Stati a elevato rischio di degrado forestale.

Cosa c’è che non quadra

La lista di prodotti e materie prime stilata dalla Commissione non include:

  • carne di maiale
  • carne di pollo
  • gomma
  • mais, la cui produzione è legata alla distruzione di foreste ed ecosistemi

Inoltre, la protezione accordata alle foreste rischia di non interessare altri ecosistemi di grande importanza per la salvaguardia della biodiversità e del clima del pianeta, come le savane e le zone umide.

È altresì preoccupante che il rispetto delle normative internazionali per la tutela dei diritti umani non venga considerato tra i requisiti per immettere questi prodotti sul mercato comunitario – dicono da Greenpeace, lasciando i Popoli Indigeni e le comunità forestali tradizionali esposti ad abusi e violenze. Infine, la proposta non affronta l’impatto degli investimenti del settore finanziario europeo sugli ecosistemi planetari.

I negoziati al Parlamento europeo e tra i ministri nazionali dovrebbero iniziare nella prima metà del 2022.

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Fonte: European commission

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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