Yvon Chouinard, chi è l’imprenditore rivoluzionario che ha appena ceduto Patagonia per salvare il Pianeta

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"Se vogliamo sperare di avere un Pianeta vivo e prospero, e non solo un'azienda viva e prospera tra 50 anni, è necessario che tutti noi facciamo il possibile con le risorse che abbiamo" sono le parole di Yvon Chouinard, fondatore dello storico brand Patagonia che ha appena deciso di cedere la società a una Ong che si occupa di lotta alla crisi climatica. Chouinard non è solo un imprenditore, ma un ambientalista che ha saputo guardare lontano e che sta dando una grande lezione al mondo, passando dalle parole ai fatti

Il volto di Yvon Chouinard sta rimbalzando sui giornali di tutto il mondo. Nessuno scandalo, anzi. L’imprenditore americano è finito nelle ultime ore sotto i riflettori per una ragione decisamente positiva: ha scelto di cedere la sua storica azienda di abbigliamento sportivo Patagonia all’organizzazione no-profit Holdfast Collective, impegnata nella lotta ai cambiamenti climatici. Alla Ong andrà ben il 98% delle azioni della società, mentre il restante sarà trasferito a un fondo ad hoc che prende il nome di Patagonia Purpose Trust.

Se vogliamo sperare di avere un Pianeta vivo e prospero, e non solo un’azienda viva e prospera tra 50 anni, è necessario che tutti noi facciamo il possibile con le risorse che abbiamo. Questo è un nuovo modo che abbiamo trovato per fare la nostra parte. – spiega il fondatore della famosa azienda, nel comunicato apparso sul sito di Patagonia – Nonostante la sua immensità, la Terra non ha risorse infinite ed è chiaro che abbiamo superato i suoi limiti. Ma il nostro Pianeta è anche resiliente. Se ci impegniamo, possiamo ancora salvarlo.

La sua è una decisione rivoluzionaria, che è stata accolta con grande entusiasmo dall’opinione pubblica e che lo stesso Chouinard si augura che possa essere d’ispirazione per tante altre persone nel mondo. Ma Yvon Chouinard non è soltanto un imprenditore, ma un convinto ambientalista e un grande appassionato di montagna e di surf, un americano che ha avuto un grande successo grazie alla sua azienda ma che ha sempre rifiutato l’etichetta di “uomo d’affari”. È una figura da molti considerata addirittura leggendaria e la sua affascinante storia merita di essere conosciuta.

La vita di Yvon Chouinard: dalla realizzazione di attrezzature fai-da-te alla nascita di Patagonia

Yvon Chouinard nasce nel 1938 a Lewiston, nello Stato del Maine da genitori franco-canadese. Nel 1947, si trasferisce con la famiglia in California del sud. Fin da piccolo, coltiva la passione per gli sport all’aperto e per la montagna, un amore che lo spingerà anche a realizzare da solo delle attrezzature sportive e ad essere poi annoverato fra i principali esponenti della cosiddetta Golden Age of Yosemite Climbing, l’epoca d’oro dell’arrampicata nello Yosemite.

Chouinard comparirà anche nel film Valley Uprising del 2014, che approfondisce le radici dell’alpinismo made in Usa e parteciperà ad una serie di imprese eroiche, diventando protagonista nel 1961 anche della più pesante arrampicata libera fatta a Shawangunk Ridge fino a quel momento.

Nel 1965 Yvon Chouinard diventa socio del climber e amico Tom Frost. I due fondano la Chouinard Equipment, che nel corso degli anni ’70 diventerà il maggior fornitore di attrezzatura per arrampicata degli Stati Uniti. Per Chouinard il matrimonio arriva nel 1971, quando sposerà Malinda Pennoyer, all’epoca studentessa di arte ed economia domestica presso California State University, Fresno. Dalla loro unione nasceranno due figli: Fletcher e Claire.

Il 1973 rappresenta la svolta per Yvon Chouinard. Proprio quell’anno fonderà l’azienda Patagonia, iniziando a vendere così abbigliamento da scalata e da trekking. La sua idea si rivelerà un grande successo. Il nome e il logo scelti per la società sono ben pensati.

“Evocano una visione romantica dei ghiacciai che scendono a strapiombo nei fiordi, cime appuntite e spazzate dal vento e condor” spiega il fondatore.

Ad oggi Patagonia rappresenta uno dei marchi di abbigliamento outdoor più popolari e iconici in assoluto.

Lo spirito ambientalista di Yvon Chouinard

Yvon Chouinard è molto di più di un semplice imprenditore. Il brand internazionale Patagonia ha da sempre puntato ad essere il più sostenibile possibile. Già negli anni ’90 il marchio è stato fra i primi ad impiegare materiali riciclati – come nylon e poliestere – per realizzare vestiti e attrezzature.

Siamo partiti dai nostri prodotti, utilizzando materiali e tessuti che fossero i più responsabili possibili. Abbiamo donato l’1% delle nostre vendite, ogni anno. – spiega il fondatore della società – Siamo diventati una B-Corp e una Società Benefit certificata in California, scrivendo i nostri valori nello statuto aziendale, in modo da preservarli. Più di recente, nel 2018, abbiamo cambiato il nostro scopo aziendale in: siamo in business per salvare il nostro Pianeta.

Da grande amante della natura e delle montagne, Yvon ha sempre avuto a cuore il futuro della Terra.

“Noi di Patagonia sappiamo perfettamente che tutte le forme di vita sulla Terra rischiano l’estinzione. Vogliamo utilizzare tutte le risorse in nostro possesso – il nostro business, i nostri investimenti, la nostra voce e la nostra immaginazione – per far sì che ciò non accada.”: si legge sul sito dell’azienda.

Adesso, però, Yvon Chouinard ha scelto di andare oltre e di avere il Pianeta come unico azionista, motivo per cui ha ceduto l’azienda.

Stavamo facendo del nostro meglio per combattere la crisi ambientale, ma purtroppo non era sufficiente. – chiarisce l’imprenditore nel comunicato apparso sul sito dell’azienda – Dovevamo trovare delle alternative che ci permettessero di destinare più risorse alla lotta contro questa crisi, mantenendo però intatti i valori dell’azienda. Al “going public” abbiamo preferito il “going purpose”. Invece di estrarre valore dalla natura e trasformarlo in profitti per gli investitori, useremo la prosperità generata da Patagonia per proteggere la vera fonte di ogni ricchezza. (…)

Sono passati quasi 50 anni da quando abbiamo fondato Patagonia e abbiamo iniziato il nostro esperimento di business responsabile, ma siamo solo all’inizio. Se vogliamo sperare di avere un Pianeta vivo e prospero, e non solo un’azienda viva e prospera tra 50 anni, è necessario che tutti noi facciamo il possibile con le risorse che abbiamo. Questo è un nuovo modo che abbiamo trovato per fare la nostra parte.

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Fonte: Patagonia

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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