Selfie estremi, nuova tragedia in Belgio: giovane cade da 30 metri

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Ennesima vittima di un selfie estremo in Belgio. Una giovane di 33 anni ha perso la vita cadendo da una parete rocciosa alta 30 metri

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Selfie fatale per una donna belga di 33 anni. Il dramma si è consumato l’altro ieri a Nadrin, nella provincia del Lussemburgo. La giovane Zoë Snoeks, era intenta a scattarsi una foto ha perso l’equilibrio, facendo un volo di ben trenta metri da una parete rocciosa, finendo nel fiume Ourthe, affluente della Mosa. Ad assistere inerme alla tragedia il marito Joeri, con il quale la ragazza era partita in camper per trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta con i suoi due cani e fare dei reportage di viaggio da pubblicare sul blog gestito dalla coppia. 

Ci siamo alzati molto presto per poter fotografare l’Hérou (una parete rocciosa lunga 1.400 metri che si erge quasi verticalmente lungo l’Ourthe) – racconta il partner – C’è quasi sempre nebbia lì. È ottimo per le foto. Siamo arrivati ​​prima delle 9 del mattino.

Mentre Zoë si trovava sull’orlo della roccia a scattare foto ha chiesto al marito di fare attenzione ai cani. 

Uno di loro si è avvicinato a me. Mi sono rivolto ai cani e ho detto loro di aspettare.  – prosegue Joeri – Quando mi sono rivolto a lei, Zoë non c’era più. Era sparita. Deve essere successo in meno di cinque secondi. Non ho visto né sentito niente. Nessun rumore, nessun grido. Ho alzato lo sguardo e ho visto soltanto la nebbia”.

Sul posto sono subito arrivati i vigili del fuoco di Bastogne, la squadra dei sommozzatori e del GRIMP (Groupe de Recherche et d’Intervention en Milieu Perilleux), la polizia del Centro-Ardenne e persino l’elicottero medico di Bra-sur-Lienne. Ma purtroppo per Zoë non c’è stato nulla da fare. 

Selfie fatali, un fenomeno allarmante in crescita 

Quella avvenuta in Belgio è soltanto l’ennesima tragedia legata ai selfie estremi. Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Journal of Travel Medicine, dal 2008 ad oggi sono ben 379 le persone decedute mentre erano alla ricerca dello scatto perfetto. E uno su tre era proprio un viaggiatore. Soltanto nei primi sette mesi di quest’anno le vittime sono state 31.

Le principali cause di morte sono: le cadute dall’alto, incidenti con i mezzi di trasporto e l’annegamento. E nella maggior parte dei casi perdere la vita sono i più giovani, di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Di fronte a queste numerose tragedie viene spontaneo domandarsi: ma vale davvero la pena rischiare la propria esistenza per una semplice foto?

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Fonti: 7sur7/Journal of Travel Medicine

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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