Giovedì grasso: origini e curiosità del giorno che dà il via al Carnevale

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Oggi è giovedì grasso, iniziano ufficialmente i festeggiamenti del periodo di Carnevale. Ma cosa indica il nome e quali sono i dolci tipici?

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In tutta Italia oggi si celebra il giovedì grasso, giorno che dà ufficialmente il via ai festeggiamenti del Carnevale. Si tratta di una tradizione molto sentita, soprattutto in città come Venezia. Ma perché si chiama così? E quali sono le usanze e i cibi legati a questa giornata?

L’origine del nome e la storia del giovedì grasso 

Il giovedì grasso è il primo giorno di festa del Carnevale romano e si trascorre all’insegna dell’abbondanza prima del digiuno. Si tratta, infatti, dell’ultimo giovedì prima dell’inizio del periodo di Quaresima, i 40 giorni prima della Pasqua durante i quali – secondo la tradizione cristiana – si dovrebbe seguire la penitenza e il digiuno, in particolare da carne e pesce.

Il nome deriva, quindi, dall’antica abitudine di organizzare ricchi banchetti – con carni grasse e dolci – e concedersi degli sfizi nei giorni che precedono la Quaresima.

Curiosità e i cibi tradizionali

Tuttavia, il giovedì grasso non inaugura ufficialmente il Carnevale in tutta Italia. Per esempio a Milano vige il calendario ambrosiano e non quello romano. Qui Quaresima inizia la prima domenica successiva al mercoledì delle ceneri, quindi il giovedì grasso verrà celebrato il 3 marzo.

Ma quali sono i cibi che non possono mancare sulle tavole degli italiani il giovedì grasso? Tra i dolci spiccano le tradizionali chiacchiere (detta anche frappe o crostoni in base alle diverse aree), le castagnole, il migliaccio (l’amatissimo dolce campano a base di ricotta e semolino) e il sanguinaccio napoletano. A Firenze, invece, si mangia il berlingozzo, la caratteristica ciambella profumata all’arancia.

Quali sono i piatti tipici del giovedì grasso dalle vostre parti?

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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