Dopo 50 anni l’Academy chiede scusa all’attivista apache che nel ‘73 fu insultata e fischiata sul palco degli Oscar

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Nel 1973 la Sacheen fu scelta da Marlon Brando per ricevere il suo Oscar per l’interpretazione di Don Corleone in “Il Padrino” ma soprattutto per attirare l’attenzione degli States degli anni ‘70 sul trattamento degli indiani d’America e sull’assedio di Wounded Knee, nel South Dakota. Una scelta che non piacque ai perbenisti dell’epoca

Erano appena cominciati gli anni ’70 quando Sacheen Littlefeather, membro della Screen Actors Guild (associazione fondata nel 1933 contro lo sfruttamento degli attori di Hollywood), divenne la prima donna nativa a salire sul palco alla cerimonia degli Academy Awards. Su richiesta di Marlon Brando, fu lei a declinare il premio come miglior attore per “Il Padrino” e a tenere un appassionato discorso sugli stereotipi contro i nativi americani nell’industria dell’intrattenimento.

Un momento storico in cui però la donna, allora appena 26enne, fu assalita da insulti e violenza verbali e che la portò in seguito ad essere professionalmente boicottata, aggredita, molestata personalmente e discriminata.

Tutto solo negli ultimi 50 anni.

Sacheen Littlefeather è di discendenza indiana dei nativi americani. Nata Marie Cruz a Salinas, in California, sua madre è franco-tedesca-olandese e suo padre proveniva dalle tribù White Mountain Apache e Yaqui dell’Arizona. “Cruz” è il nome della tribù riconosciuta di suo padre. Sacheen ha preso il nome di “Sacheen Littlefeather” dopo il liceo per mettere l’accento sulla sua eredità naturale.

Allora, sul palco dell’Academy, Littlefeather disse brevemente al pubblico che Brando “con grande dispiacere non poteva accettare questo premio molto generoso” e che le ragioni di ciò erano “il trattamento riservato agli indiani d’America dall’industria cinematografica e televisiva e anche gli avvenimenti a Wounded Knee”, con riferimento a un violento scontro con gli agenti federali in un sito di notevole importanza per il popolo Sioux.

E soltanto ora – finalmente – l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’organizzazione che assegna gli Oscar, ha chiesto formalmente scusa per la prima volta alla attivista apache per i fischi che subì e annuncia di organizzare per il prossimo 17 settembre un evento insieme alla stessa Sacheen Littlefeather in cui si discuterà della rappresentazione dei nativi americani al cinema.

Noi indiani siamo persone molto pazienti – chiosa ironicamente Littlefeather – sono passati solo 50 anni! Dobbiamo mantenere il nostro senso dell’umorismo su questo in ogni momento. È il nostro metodo di sopravvivenza. È profondamente incoraggiante vedere quanto è cambiato da quando non ho accettato l’Oscar 50 anni fa. Sono così orgogliosa di ogni singola persona che apparirà sul palco.

Come a dire meglio tardi che mai e una presa di coscienza, anche se arriva decenni dopo, va sempre letta almeno come un tentativo di riconciliazione tra persone.

Seguici su Telegram Instagram | Facebook TikTok Youtube

Fonte: The Academy

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook