Il discorso di Angelina Jolie contro la violenza sulle donne che tutti dovrebbero ascoltare

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In questi giorni l'attrice Angelina Jolie si è rivolta al Congresso degli Stati Uniti esortando i membri ad approvare il provvedimento contro la violenza domestica decaduto nel 2019

Lo fa con la voce rotta del pianto e in pochissimi minuti: Angelina Jolie riporta al centro del dibattito il Violence Against Women Reauthorisation Act, la proposta per riautorizzare una legge che estende le protezioni statali alle vittime di violenze domestiche e sessuali presentata da un gruppo bipartisan di senatori americani.

Si tratta di una legge degli anni Novanta che era decaduta tre anni fa a causa dell’opposizione repubblicana. Ora, il disegno di legge per reintrodurre la norma, annunciato dal senatore Dick Durbin, ha ottenuto subito il consenso delle associazioni delle vittime di violenza.

E il sostegno dell’attrice hollywoodiana ha fatto sì che la notizia rimbalzasse ovunque.

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Parlando qui, al centro del potere della nostra nazione – ha detto la Jolie – il mio pensiero va chi è stato ridotto all’impotenza da coloro che ne hanno abusato, perché il sistema non è riuscito a proteggerli. Il motivo per cui per molte persone è difficile uscire da situazioni di abuso, è che sono state fatte sentire inutili.

Genitori i cui figli sono stati assassinati da un partner violento, donne che subiscono violenze domestiche ma non vengono credute, bambini che hanno subito traumi che hanno cambiato la vita e stress post-traumatico per mano delle persone a loro più vicine.

Così Angelina Jolie ha invitato i senatori statunitensi ad approvare la legge, considerandolo uno dei voti più importanti al Senato.

Il silenzio di un Congresso troppo impegnato per rinnovare la legge sulla violenza contro le donne per un intero decennio rafforza quel senso di inutilità e pensi: “Immagino che il mio aggressore abbia ragione, credo di non valere molto”, continua l’attrice.

La legge fu introdotta per la prima volta al Senato nel 1990 dall’allora senatore del Delaware Joe Biden e lo scopo fu proprio quello di ridurre la violenza domestica e sessuale e migliorare la risposta delle istituzioni attraverso una serie di programmi di sovvenzione. Una versione successiva fu inclusa in un disegno di legge sul crimine che l’allora presidente Bill Clinton ha convertito in legge quattro anni dopo. Da allora il Congresso ha riautorizzato la legge sulla violenza contro le donne tre volte.

Ma nel 2019 la legge è decaduta, perché i repubblicani hanno impedito che la nuova autorizzazione passasse al Senato a causa di una disposizione, che era stata inclusa nella legge, che vieterebbe alle persone precedentemente condannate per il reato di stalking di possedere armi da fuoco.

E in Italia?

L’ultimo passaggio parlamentare della legge di Bilancio ha arricchito il capitolo della manovra dedicato alla parità di genere e al contrasto alla violenza contro le donne. Quanto al contrasto alla violenza, la manovra prevede una modifica del Piano nazionale per il contrasto della violenza di genere e una “stabilizzazione” dei finanziamenti, mentre il Parlamento ha aggiunto un incremento di 5 milioni nel 2022 dei fondi per i centri antiviolenza e le case rifugio. È stato poi rifinanziato, nel 2022, il reddito di libertà: una misura di accompagnamento nel percorso verso l’autonomia, a partire da quella economica, per le donne che escono da situazioni di violenza domestica e si è stabilito uno stanziamento di 200mila euro nel 2022 a favore dell’associazione DonneXstrada per favorire la sicurezza “per strada” delle donne. Leggi qui: DonnexStrada: il canale Instagram per “accompagnare” le donne a casa, attivando una diretta con un SOS

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Fonte: BBC

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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