Virus respiratorio sinciziale: cosa possono fare i genitori? I consigli dei pediatri

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Anche questo autunno si torna a parlare del virus scinziale, che colpisce particolarmente i bambini. Ecco quali sono i sintomi e le cure

È la principale causa della bronchiolite, un’infezione polmonare che può essere grave nel primo anno di vita

Anche questo autunno si torna a parlare del virus sinciziale, che colpisce particolarmente i bambini molto piccoli. Ecco quali sono i sintomi. le cure e soprattutto le prevenzioni da mettere in atto da parte dei genitori per scongiurare questa particolare forma influenzale

Come ogni autunno, anche quest’anno sono centinaia i bambini – molto spesso piccolissimi – che si ammalano di Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), un virus che colpisce a tutte le età, ma che è particolarmente aggressivo con i bambini di età inferiore ai due anni i quali, proprio per la loro giovanissima età, non hanno le difese immunitarie sufficienti per resistere al suo attacco. 

Sintomi

L’infezione da RSV è solitamente una malattia leggera, caratterizzata da sintomi simili a quelli di un normale raffreddore (naso che cola, tosse, otite, febbre, mal di gola) e che guarisce da sola dopo qualche giorno. Si stima infatti che la maggior parte dei genitori neanche si accorga che il proprio figlio ha contratto l’RSV, non riuscendo a distinguerlo dai comuni malanni di stagione. Tuttavia, accade che il virus si manifesti in forme di malattie più gravi e che costringa all’ospedalizzazione del paziente. Ma come distinguere l’RSV da una normale influenza? Ecco alcuni sintomi specifici e di allarme per un’infezione severa a cui prestare attenzione:

  • Difficoltà respiratoria, con aumento della frequenza del respiro o respiro sibilante (fischio);
  • Cianosi periorale e ungueale (la pelle assume un colorito bluastro a causa di un’insufficiente ossigenazione del sangue);
  • Tosse insistente;
  • Disidratazione;
  • Difficoltà ad alimentarsi (il bambino non riesce a succhiare al seno o ad alimentarsi tramite il biberon).

(Leggi anche: Tuo figlio ha il raffreddore? Dalla Vitamina C ai lavaggi del naso, cosa (non) fare secondo i pediatri)

Trattamento e cura

L’infezione conseguente a questo virus, nella maggior parte dei casi guarisce senza bisogno di trattamenti medici particolari – anche se, diversamente da un comune raffreddore i cui sintomi durano al massimo 4/5 giorni, la sintomatologia persiste anche fino a due settimane. In generale, più il bambino è grande e più lievi saranno i sintomi. Neonati o lattanti, come anche bambini piccoli affetti da patologie polmonari o cardiache, potranno invece manifestare la malattia in modo grave, con bronchiolite o polmonite.

Il trattamento varia molto a seconda della sintomatologia specifica del bambino. Ad esempio, se i sintomi sono molto simili a quelli del raffreddore e manca la febbre, è superfluo somministrare medicinali – meglio tenere il bambino al caldo (possibilmente in un ambiente umidificato, in modo da ridurre l’irritazione delle mucose al passaggio dell’aria e la tosse), provvedere a tenere il naso pulito dal muco e fargli bere molta acqua per mantenerlo idratato. Nel caso in cui il bambino contragga un’infezione all’orecchio, allora potrà rendersi necessaria una cura a base di antibiotico (su questo consultare sempre prima il medico pediatra). Qualora il bambino manifesti severe difficolta a respirare, è prudente portarlo in un pronto soccorso per accertamenti. 

Prevenzione

È possibile prevenire o almeno arginare il contagio da RSV con poche semplici accortezze che valgono non solo per questa patologia, ma anche per altri virus dell’influenza (non da ultimo, anche per il Coronavirus). È importante lavare spesso e bene le mani del bambino, che spesso vengono portate alla bocca (facilitando l’ingresso del virus nell’organismo), usare fazzolettini monouso per la pulizia del nasino e buttarli nella spazzatura dopo un solo utilizzo, e non lasciare che il bambino scambi con altri oggetti che possono trasferire germi (ad esempio posate, tazze e bicchieri, cuscini, giocattoli…).

“Per proteggere i bambini fragili è importante che tutte le persone in contatto con lui si lavino sempre le mani con acqua calda e sapone prima di toccarlo. Inoltre è importante tenere il bambino lontano dal fumo e dalle aree affollate come i centri commerciali”, spiegano i pediatri del Bambin Gesù.

Si ricordi, infine, che l’infezione può essere contratta più di una volta e che per questo virus non esiste ancora un vaccino. 

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Fonte: Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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