Nuovo codice sulla pubblicità dei giocattoli, contro gli stereotipi di genere: la rivoluzione della Spagna

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Vietate spot che indichino esplicitamente o implicitamente abbinamenti giocattolo-sesso, niente più giocattoli rosa per le bambine e azzurri per i bambini e al via a un linguaggio inclusivo, senza distinzione di genere

Stereotipi di genere addio: la Spagna va avanti e incassa un nuovo codice etico per le pubblicità dei giocattoli per bambini. Firmato ad aprile dal Ministerio de Consumo, l’Associazione spagnola dei produttori di giocattoli (AEFJ) e Autocontrol, il codice è entrato in vigore in questi giorni e ha un preziosissimo obiettivo: evitare che i bambini, soprattutto quelli nella fascia di età 0 -7 anni, crescano riproducendo ruoli imposti.

Si tratta del nuovo “codice di autoregolamentazione” che va a sostituire quello del 2015 ed è un accordo tra il Governo e il settore della pubblicità e dei giocattoli in virtù del quale, tra l’altro, non saranno più prodotte pubblicità che utilizzino l’immagine di ragazze in inserzioni rivolte ai minori in modo discriminatorio o vessatorio.

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Lo scopo è che gli spot dei giocattoli siano “più veritieri e costruttivi”, aspetti fondamentali per la tutela e lo sviluppo dell’infanzia.

Il codice è composto da 64 norme deontologiche che devono essere rispettate nello sviluppo, esecuzione e diffusione di campagne e messaggi pubblicitari rivolti ai minori di 15 anni, con particolare attenzione alla fascia di età da 0 a 7 anni, si legge nella nota.

Tra le sue novità spiccano le misure volte a promuovere e a favorire un’immagine plurale, egualitaria e priva di stereotipi. Per questo motivo sarà vietata la caratterizzazione delle ragazze con connotazioni sessuali e sarà evitata l’associazione esclusiva di giocattoli che riproducono ruoli, ad esempio, di cura, lavori domestici o bellezza con loro, e di azione, attività fisica o tecnologia con i bambini.

Inoltre, i giocattoli non saranno presentati con l’indicazione esplicita o implicita che siano per l’uno o per l’altro sesso, né verranno fatte associazioni di colori (come il rosa per le ragazze e il blu per i ragazzi). Gli annunci cercheranno anche di utilizzare un linguaggio inclusivo e di presentare modelli di ruolo positivi per incoraggiare un consumo sano, responsabile e sostenibile.

Un’altra novità del codice è che le comunicazioni commerciali dovranno descrivere il prodotto in modo comprensibile e chiaro per i minori. Allo stesso modo, presenteranno le abilità che i prodotti sono in grado di favorire nei minori e che sono fondamentali per la loro crescita, come la creatività, lo sviluppo fisico e intellettuale, la socialità o l’empatia.

Parallelamente, e con l’obiettivo di offrire informazioni veritiere e aggiuntive sulle caratteristiche di giochi e giocattoli, le pubblicità audiovisive devono incorporare una serie di pittogrammi che chiariscano graficamente questioni relative al montaggio, al prezzo o alle esigenze tecniche. I pittogrammi avranno una dimensione tale da occupare almeno il 7% dello schermo, dovranno essere posizionati nella parte in alto a sinistra dello schermo quando possibile e dureranno per almeno due secondi.

Un buon inizio per superare una volta per tutte il concetto di “giocattoli da maschio” e “giocattoli da femmina” (distinzione che spinge poi sin da piccoli maschi e femmine a sviluppare anche abilità diverse…), non credete?

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Fonte: Ministerio de Consumo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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