L’esposizione agli ftalati durante l’infanzia aumenta fino al 20% il rischio di cancro nei bambini, lo studio

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Queste sostanze chimiche sono ampiamente utilizzate nei prodotti di consumo comune perché aumentano la durata o la consistenza della plastica. Ma nei bimbi esposti proprio agi ftalati ci sarebbe un maggior rischio di tumore associato all’esposizione durante l'infanzia e non in utero

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Secondo un nuovo studio, gli ftalati, sostanze chimiche che si trovano praticamente ovunque note anche come plastificanti, sono collegati a un aumento del rischio di cancro infantile. Solo poche settimane fa, un’altra analisi aveva mostrato come gli ftalati presenti nella plastica e negli additivi alimentari distruggano il sistema endocrino proprio dei bambini.

Ora i ricercatori dell’Università del Vermont Cancer Center hanno misurato le esposizioni gestazionali e infantili agli ftalati e confrontate con i tumori infantili. In totale, i ricercatori hanno studiato 1.278.685 bambini nati tra il 1997 e il 2017 e 2.027 casi di cancro infantile, utilizzando i dati del Registro delle nascite mediche danesi, dell’Agenzia danese per i medicinali e del Registro danese del cancro.

Ebbene, secondo i risultati – pubblicati sul Journal of the National Cancer Institute – dell’analisi dei casi di cancro infantile osservato nel campione, l’esposizione durante l’infanzia, ma non durante la gestazione (in utero), aumenta di circa il 20% il rischio di sviluppare una qualche forma di cancro entro i 19 anni. L’aumento del rischio è elevato per l’osteosarcoma (quasi tre volte più alto) e linfoma (due volte più alto). I ricercatori avvertono che, nonostante questo aumento, il rischio assoluto di malattia resta comunque contenuto.

Questi risultati si aggiungono a un numero crescente di prove che suggeriscono che queste sostanze chimiche onnipresenti hanno un impatto negativo sulla salute umana – afferma l’autore principale Thomas Ahern, professore associato presso il Larner College of Medicine dell’Università del Vermont. Il nostro studio ha caratterizzato l’esposizione agli ftalati in base ai riempimenti di prescrizione per i farmaci contenenti ftalati. Sebbene tali esposizioni siano in genere di entità molto più elevata di quella che chiameremmo esposizione ambientale “di fondo”, i nostri risultati giustificano ogni tipo di preoccupazione.

Il CDC rileva che gli ftalati sono presenti in centinaia di prodotti di consumo, dai saponi e shampoo ai pavimenti in vinile. Si trovano anche negli imballaggi di plastica ed è anche possibile inalarli o ingerirli o addirittura assorbirli attraverso la pelle. Sempre più ricerche, compreso questo nuovo studio, stanno dimostrando che potrebbero esserci seri rischi per la salute umana con una maggiore esposizione agli ftalati.

Sebbene siano necessari ulteriori studi, l’esposizione agli ftalati è stata collegata alla tiroide, al seno e ad altri tumori solidi – dice Frances Carr del Larner College of Medicine. Gli ftalati, come altri plastificanti come il bisfenolo A (BPA), sono onnipresenti nell’ambiente; l’età di esposizione, così come le esposizioni croniche a basse dosi, sono fattori di rischio significativi per effetti avversi sulla salute.

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Fonte: Journal of the National Cancer Institute

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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