Bambini, vittime indifese del consumismo: impariamo a proteggerli dai falsi bisogni e dal nostro materialismo

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Uno studio svela le conseguenze sui bambini del consumismo che può provocare loro disturbi psicologici importanti. Per fortuna possiamo cambiare questa tendenza.

Tuo figlio o tua figlia adolescente richiede costantemente soldi per comprare vestiti, scarpe, telefonini e gadget particolarmente cari? Lo scorso dicembre il tuo bambino ha scritto una graziosa letterina a Babbo Natale con una sfilza di richieste di giocattoli di plastica, effimeri e costosissimi?

Non c’è da sorprendersi, perché, bombardati dalla pubblicità e anche dall’esempio dei più grandi, i bambini sono facili prede del consumismo. Eppure il desiderare e l’ottenere tutti questi oggetti, potrebbe minare fortemente il benessere dei bambini. La buona notizia è che possiamo ancora cambiare questa cultura nella nostra famiglia.

I segnali del consumismo

Scatole traboccanti di giocattoli inutilizzati, frigoriferi zeppi di cibo che non riusciremo a mangiare, armadi ingombri di vestiti che non usiamo, cantine e garage pieni di oggetti abbandonati. Eppure continuiamo a comprare, comprare e non siamo mai soddisfatti. Le richieste incessanti dei bambini ci stordiscono e alla fine finiamo per “viziarli”, nostro malgrado, credendo di farli contenti. Eppure questo circolo vizioso, piuttosto che creare una vera felicità e un vero benessere, è foriero di insoddisfazione nel breve e nel lungo periodo. Inoltre, le nostre case sono piene di cose inutili e il nostro portafogli quasi vuoto! Per non parlare dell’enorme danno che si infligge all’ambiente sia per la produzione che per lo smaltimento di questo prodotti. (Leggi anche: Consumismo relazionale: perché amiamo le cose e usiamo le persone)

La ricerca

Gli studi hanno dimostrato che un’attenzione spropositata ai beni materiali danneggia il nostro benessere e quello dei nostri figli. Secondo quanto afferma la ricerca, il materialismo comporta insoddisfazione, infelicità, una diminuzione della vitalità e della cooperazione sociale, nonché patologie psichiche, come depressione e ansia, e poca empatia verso gli altri. Chi è troppo attaccato ai beni materiali e proietta molta importanza al possesso di oggetti materiali è più propenso ad avere un comportamento antisociale e perfino razzista.

Altri studi dimostrano che il consumismo possa essere la causa dell’aumentato narcisismo tra i giovani e del recente calo dell’empatia.

Come crescere bambini meno consumisti

Per fortuna le cose stanno un po’ cambiando e la nuova sensibilità verso l’ambiente potrebbe essere una leva importante per tutti. La stessa ricerca mostra che questa tendenza si può sterzare e noi genitori ne abbiamo il potere!

Per prima cosa dobbiamo fare attenzione a come ci comportiamo noi. Siamo propensi a comprare troppo o siamo fashion victim? Come parliamo dei soldi e degli altri davanti ai nostri bambini? L’esempio, infatti, è la prima arma per influire sul loro comportamento.

Se il bambino strilla come un matto davanti a tutti al negozio dei giocattoli, al supermercato, o davanti al frigo, ricorda che non gli stai facendo un grande favore accontentandolo. Anzi, troppa permissività può portare a problemi per tutta la vita come un’alimentazione squilibrata o l’incapacità di gestire i soldi.

La felicità del fare insieme

Il concetto di felicità deve essere slegato dal possedere e dal consumare. Bisogna spostare l’attenzione su attività che danno una gioia più vera e più duratura.

Allora è meglio dedicare del tempo a delle attività da svolgere in famiglia: stare insieme all’aria aperta, fare attività creative, dedicarsi insieme al volontariato, trascorrere il tempo con gli amici o leggendo. Per molti bambini trascorrere del tempo di qualità con i genitori è il vero regalo!

Moderazione

Bisogna fare attenzione al modo in cui parliamo dei soldi e delle cose che vogliamo. Per questo funziona mostrare moderazione nello shopping e parlare più del piacere che deriva dalla condivisione di momenti con gli amici o in famiglia.

Limitare l’esposizione alla pubblicità

In TV la pubblicità per bambini è continua e aggressiva. Prova allora a limitarla il più possibile, usando app o programmi in streaming. Inoltre spiega qual è l’obbiettivo della pubblicità e il grande potere che ha, di cui non dobbiamo essere succubi.

Educare al dono

La ricerca mostra che donare dà più felicità del ricevere. Insegna ai bambini a donare i loro giocattoli che non usano più o i vestiti che sono diventati stretti.

Riciclare e comprare di seconda mano

Organizza con le amiche mercatini di scambio di giocattoli e vestiti usati. Oppure inizia a comprare di seconda mano, con le nuove app si fannon grandi affari e spesso i giocattoli sono quasi nuovi.

Educare alla gratitudine

Educali ad apprezzare quello che hanno e quello che ricevono dagli altri. Non solo riguardo le cose materiali ma anche la salute, la famiglia, gli amici, la natura e la fortuna di vivere in un paese libero dalle guerre e dallo sfruttamento del lavoro infantile. Ogni giorno a tavola si può parlare di qualcosa che è successo di cui si è particolarmente grati.

Parlare, leggere e mindfulness

Anche durante l’infanzia bisogna parlare di come si guadagnano i soldi e come si spendono. Del fatto che a volte bisogna rinunciare a qualcosa perché non rientra nel nostro budget. Inoltre è bene che imparino a distinguere tra il desiderio e il bisogno.

Parlare dell’impatto ambientale delle cose che compriamo, dei giocattoli di plastica o del cibo che sprechiamo. I bambini sono molto sensibili a questi aspetti e capirebbero sicuramente!

Ci sono anche tanti libri che enfatizzano la generosità, la gratitudine e l’arte di apprezzare quello che abbiamo.

Anche la mindfulness si è dimostrata molto efficace per ridurre il materialismo. Vivere il presente intensamente fa apprezzare di più quello che si ha e si proietta meno importanza verso quello che non si ha e verso il futuro.

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