Zuppa di verdure su un quadro di Van Gogh a Roma, l’ultima provocazione degli attivisti per accendere i riflettori sulla crisi climatica

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Un’altra azione di attivisti su un’opera d’arte. Ma questa volta siamo in Italia e loro sono gli ambientalisti di Ultima Generazione che, alla mostra di Van Gogh a Roma, hanno imbrattato un quadro con una zuppa di verdure

È protetta da un vetro, vero, ma il gesto su “Il seminatore” di Van Gogh esposta al Palazzo Bonaparte nella Capitale è comunque quello di smuovere le coscienze e agire “per amore della vita, dunque per amore dell’arte”.

Almeno così dicono i ragazzi attivisti di Ultima Generazione, che solo nei giorni scorsi avevano ricevuto una lezione seduta stante sul GRA da uno scienziato ambientale, che li incoraggiava a fare altro piuttosto che bloccare il traffico. Leggi qui: Perché il modo di comunicare di questo scienziato ambientale è così efficace

Tempo un giorno, invece, e tre esponenti del collettivo, costola italiana di Extinction Rebellion che ha già messo a segno proteste di questo tipo in alcuni musei all’estero, hanno imbrattato il quadro del pittore olandese, poi hanno incollato le mani alla parete e hanno tentato di spiegare a gran voce i danni dell’emergenza climatica in atto.

Subito dopo è intervenuta la sicurezza che ha immediatamente chiuso le sale della mostra e allontanato i visitatori.

È chiaro che quello di questi giovani attivisti è solo un gesto simbolico: a essere “colpite” sono sempre opere comunque protette da spessi vetri per cui i danni sono davvero relativi.

Intanto, però, fanno rumore e portano scompiglio ed è quello che vogliono: molti rimangono impietriti per questa forma di protesta e ritengono sia solo un atto di vandalismo, altri invece supportano la loro azione. Voi da che parte state?

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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